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mercoledì 23 luglio 2008

Università Orvieto iscrizioni chiuse

Garantiti i corsi per gli studenti iscritti, ma chiuse definitivamente le iscrizioni.
Conclusa con un sospiro di sollievo per gli studenti del corso di ingegneria informatica e delle telecomunicazioni l’ennesimo “caso Università”.
L’assemblea dei ragazzi con il pro rettore Pietro Burrascano e il preside della facoltà di ingegneria Corrado Corradini, il sindaco Stefano Mocio, l’assessore alla formazione Pirkko Peltonen e il direttore del Centro studi Stefano Talamoni, ha accolto con sollievo la conferma dell’impegno sia dei vertici universitari, sia dell’amministrazione comunale a garantire la prosecuzione, nella sede di Orvieto, dei corsi già iniziati in ingegneria informatica e delle telecomunicazioni.
Gli iscritti al secondo e al terzo anno continueranno a seguire le lezioni e a laurearsi nella sede del Centro studi in piazza Duomo; non sarà possibile, invece, attivare un nuovo ciclo didattico triennale per il prossimo anno accademico.
L’empasse che sancisce la chiusura dei corsi universitari è dovuto alle difficoltà oggettive scaturite dalla nuova normativa universitaria nazionale che, tra i “requisiti minimi” per l’attivazione dei corsi di laurea, stabilisce un certo numero imprescindibile di docenti da “incardinare” in ogni corso.
Nel caso orvietano, infatti, si dovrebbero assumere nove nuovi docenti a contratto, il cui costo dovrebbe essere sostenuto totalmente dalla comunità locale.
A regime il corso di laurea verrebbe a costare al Comune annualmente 355mila euro ai quali andrebbero aggiunti i costi della struttura e del personale non docente.
L’ulteriore qualificazione dell’insegnamento d’ingegneria ad Orvieto richiederebbe investimenti in termini di laboratori e di strutture di ricerca con un costo complessivo di milioni di euro.
“Con la riformattazione della mission del Centro studi - ha detto il sindaco, Stefano Mocio - anziché diminuire, verrà rafforzato il suo ruolo di centro di alta formazione strettamente connesso con il modello di sviluppo che questa città si è data”.
Il sindaco ha quindi ringraziato i rappresentanti dell’università con i quali, ha detto, “si è discusso dettagliatamente sul come non abbandonare nemmeno per un attimo il percorso di studio di quanti sono iscritti al secondo e terzo anno.
Il Comune sarà anch’esso garante dei vari aspetti. In questo momento tutte le città sedi universitarie si stanno misurando con l’applicazione dei decreti Mussi che entreranno in vigore dall'anno accademico 2008/2009.
In tutta Italia si stanno probabilmente ripensando corsi di laurea e si dovranno fare delle scelte. Riteniamo corretto e onesto l’atteggiamento assunto dall’amministrazione comunale che ha scelto di non illudere per non disilludere in seguito”.
Nel corso dell’incontro, il sindaco ha voluto sottolineare che il Centro studi “Città di Orvieto” continuerà a svolgere la sua attività, collegandola agli stimoli che provengono dal mondo economico e imprenditoriale del territorio, e accentuando sempre di più la propria vocazione nei settori dell’alta formazione post lauream e delle relazioni con le università italiane, in particolare con quella di Perugia, e straniere.

Gabriele Anselmi dal Corriere dell'Umbria

domenica 13 luglio 2008

Quale il futuro per Ingegneria delle telecomunicazioni?

Università: gli studenti lasciati al loro destino. Dopo gli annunci “malinconici” dell’amministrazione di fronte alle telecamere, a parlare sono gli studenti del corso di laurea di ingegneria delle telecomunicazioni, ormai destinato a chiudere i battenti.
“Abbiamo cercato in ogni modo di essere ricevuti dal sindaco - spiegano gli studenti in un documento, sottolineando che hanno appreso la notizia della chiusura del corso soltanto dagli organi d’informazione - per avere informazioni certe riguardo il futuro della nostra università; ci siamo già recati in Comune, ma ci hanno ignorati, illudendoci che ci avrebbero fissato un incontro a breve.
Soltanto dopo aver contattato il rappresentante dell’opposizione Stefano Olimpieri, il quale ha sollecitato la segreteria del Comune, siamo riusciti ad ottenere un incontro con il sindaco”. Il giorno del faccia a faccia è stato fissato per venerdì prossimo, ma gli studenti restano alquanto delusi e preoccupati.
“La nostra speranza - dicono - è in un minimo di dialogo, dal momento che finora siamo stati tenuti all’ oscuro di tutto e questo non ha fatto che aumentare i disagi che già abbiamo a causa dell’ imminente chiusura del corso.
Un eventuale trasferimento del nostro corso a Perugia causerebbe problemi a molti in termini economici, inoltre rappresenterebbe anche un enorme perdita per la città di Orvieto. Per di più non è stata scartata del tutto l’ipotesi della definitiva soppressione del corso, ovvero che non venga per nulla riattivato, neanche a Perugia.
L’assenza di disponibilità da parte del sindaco e il mancato coinvolgimento di noi studenti nelle decisioni che ci riguardano in prima persona avranno ripercussioni su di noi e sul nostro futuro”.

dal Corriere dell'Umbria