"Borgo Dentro 45, Castello 45, Casalino 39", che sommati ai punti ottenuti nelle due precedenti manche assegnano il palio al terziere Casalino per 123 punti contro i 114 di terziere Borgo Dentro e Castello. I maremmani riportano a casa l'arazzo più prezioso, quello che fa soffrire di dolore, quello che fa gioire per un anno intero. Quello che divide i terzieri, quello che unisce i pievesi, felici per il buon esito delle manifestazioni concluse dopo dieci giorni di spettacoli, rassegne, rievocazioni rinascimentali. Ieri, nella giornata clou del "Palio dei Terzieri", dopo un lungo corteo che ha visto sfilare settecento figuranti in abiti rinascimentali ispirati alle opere pittoriche del Perugino, l'attesa s'è tramutata in tensione. Al campo de li giochi, così è chiamato il campo di Santa Lucia, i tre terzieri hanno svelato i nomi dei loro arcieri. Luca Bronco, Alessandro Cini e Alessandro Maccabruno per il Castello; Nicola Capoccia, Roberto Chionne e Alessandro Casucci per il Casalino; Gabriele Seghetta, Michele Pulito e Roberto Massarelli per il Borgo Dentro, detentore del palio. Momenti di suspense nelle fasi iniziali della caccia del toro, una gara di abilità di tiro con l'arco in cui gli arcieri indirizzano i loro dardi verso sagome mobili di forma taurina. Qualche inconveniente tecnico ha costretto un figurante a spingere la pedana mobile girevole ad inizio di ogni manche, ma quasi nessuno se ne è accorto e la chiarina ha dato il segnale per l'inizio "de li giochi". Bronco tira fuori la prima freccia, il Castello si dispera, ma poi recupera e sorpassa il Borgo Dentro che sbaglia con Seghetta. En plein del Casalino con Capoccia, tre frecce tre teste (la parte della sagoma cui corrisponde il maggior punteggio). Alla seconda manche la folla si scalda, ci si decide molto, forse tutto. Il Borgo ottiene il massimo con Pulito, il Casalino prende un collo e perde sei punti, ma prende il largo con punteggio totale che distanzia di quindici misure le altre due contendenti. La terza ed ultima manche vede Borgo Dentro e Castello decisi a non lasciare nulla d'intentato. Fanno il pieno di punti, ma Casucci è bravo ad amministrare e con due teste ed un collo consegna ai maremmani la dodicesima vittoria della loro storia. Si versano le lacrime, partono gli applausi, si corre e si balla, fino a tarda notte. Al "Barbacane" è festa vera, di quelle che si ricordano.
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lunedì 23 agosto 2010
Il Palio dei Terzieri 2010 va al Casalino
Da lassù Vinicio ha sorriso, quando la freccia scagliata da Alessandro Casucci ha trafitto la testa del toro. Il palio al Casalino, il palio a Vinicio Macchioni, anima e cuore del terziere, organizzatore infaticabile e curatore del corteo, scomparso mesi fa ancora quarantenne. É tutto per lui il vessillo conquistato a suon di frecce dagli arcieri del Casalino. Sono per lui i cori e le lacrime dei popolani. Qualcuno alza il dito al cielo e dice grazie. L'urlo liberatorio giunge così, prima che il maestro di campo Paolo Taddei comunichi alle migliaia di presenti i punteggi della terza manche.
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domenica 1 agosto 2010
Il Palio dei Terzieri di Città della Pieve
Atmosfere rinascimentali per una delle manifestazioni folkloristiche più celebri dell'Umbria.
Già in epoca medievale, Città della Pieve risultava divisa in tre parti dette Terzieri (Borgo Dentro, Casalino e Castello).
Durante il Rinascimento, i contrasti all'interno della cittadina furono molti e, in ricordo di quegli scontri, ogni anno in agosto, si rinnova il tradizionale Palio dei Terzieri.
I cavalieri di ciascuna fazione si sfidano nella Caccia del Toro che consiste in una prova di tiro con l'arco in cui bisogna colpire delle sagome mobili a forma di toro chianino (di colore bianco).
Un momento di grande fascino, è costituito dal solenne corteo storico composto da oltre 800 figuranti: tra i personaggi in costume si riconoscono le autorità cittadine, religiose e militari, i notabili, i cavalieri, le dame, i saltimbanchi, i giocolieri, i mangiafuoco e i musicanti.
Per l'occasione, nelle stradine di ogni Terziere, riaprono le antiche taverne: qui è possibile gustare numerosi piatti della cucina tradizionale.
Già in epoca medievale, Città della Pieve risultava divisa in tre parti dette Terzieri (Borgo Dentro, Casalino e Castello).
Durante il Rinascimento, i contrasti all'interno della cittadina furono molti e, in ricordo di quegli scontri, ogni anno in agosto, si rinnova il tradizionale Palio dei Terzieri.
I cavalieri di ciascuna fazione si sfidano nella Caccia del Toro che consiste in una prova di tiro con l'arco in cui bisogna colpire delle sagome mobili a forma di toro chianino (di colore bianco).
Un momento di grande fascino, è costituito dal solenne corteo storico composto da oltre 800 figuranti: tra i personaggi in costume si riconoscono le autorità cittadine, religiose e militari, i notabili, i cavalieri, le dame, i saltimbanchi, i giocolieri, i mangiafuoco e i musicanti.
Per l'occasione, nelle stradine di ogni Terziere, riaprono le antiche taverne: qui è possibile gustare numerosi piatti della cucina tradizionale.
venerdì 11 dicembre 2009
Città della Pieve non è solo il Palio dei Terzieri e la città natale del Perugino
Colli bassi, dolci e tondeggianti: questo è il paesaggio di Città della Pieve. Situata su una dorsale a dominio della Valdichiana, la cittadina ha avuto in passato un ruolo politico-territoriale marginale rispetto a Perugia, ma proprio per questo ha potuto conservare un carattere autonomo e una singolare unità ambientale. L'uso del mattone, prodotto a Città della Pieve fin dal medioevo, dona all'abitato un colore e un'armonia particolari. In età medievale la città si chiamava Castrum Plebis Sancti Gervasii dalla longobarda pieve di S.Gervasio che, posta sul punto più alto del colle fortificato, divenne il fulcro dei primi insediamenti. La struttura urbana più antica è costituita, infatti, da un primo nucleo altomedievale a pianta ovoidale con una sola strada principale e le altre strette collegate da vicoli.
L'espansione medievale segue l'andamento sinuoso delle strade lungo i crinali del colle: il cammino è per questo ricco di visuali. Una robusta cerchia muraria, in parte ancora visibile, fu costruita durante la metà del secolo XIII. Nei pressi delle porte principali si svilupparono, infatti, le prime chiese: S.Maria dei Servi presso la Porta Romana (da vedere, del Perugino, l'affresco con la Deposizione del 1517), S.Francesco, vicino alla porta del Prato (all'interno, tavole del Pomarancio) e S.Agostino in prossimità della porta Fiorentina, ora spazio congressuale.
Il centro urbano, diviso in Terzieri, si sviluppa intorno alle piazze Gramsci e Plebiscito che circondano il Duomo di S.Gervasio e Protasio, luogo dell'antica pieve ricostruita nel secolo XIII e di nuovo restaurata nel corso del '600 in seguito all'elevazione a Cattedrale. L'interno, a una navata con cappelle laterali, conserva molte opere d'arte fra le quali una tavola del Perugino: il pittore Pietro Vannucci nacque in città intorno al 1450 e, nello Stato della Chiesa, si firmò sempre Petrus de Castro Plebis.
Si addossa alla facciata del Duomo la Torre Pubblica: il lato inferiore, del secolo Xii, è in travertino, il superiore, del XIV secolo, in mattoni. Di fronte al Duomo e alla Torre è il Palazzo dei Priori sede del Municipio fino al 1875. Prospetta su Piazza Gramsci l'imponente architettura del Palazzo della Corgna disegnato da Galeazzo Alessi intorno al 1550. Oggi è sede di un centro universitario e della Biblioteca. Sul fianco sinistro del Duomo si apre la piazza del Plebiscito col settecentesco campanile e il neoclassico Palazzo Cartoni. Sul lato sud è visibile una parte del Palazzo Bandini che si affaccia su via Roma: il complesso in laterizio unisce strutture trecentesche su progetto del Peruzzi. In via V.Veneto incontriamo il Palazzo Orca e giungiamo così a piazza Matteotti con la chiesa del Gesù del 1798 e la Rocca, eretta dai perugini nel 1326, vicino alla demolita porta che apriva la strada per Perugia.
Per via P.Vannucci arriviamo all'oratorio di S.Maria dei Bianchi: nell'interno, sulla parete di fondo, il Perugino, nel 1504, dipinse l'Adorazione dei Magi. Via Garibaldi è l'asse del terziere Castello: incontriamo qui il settecentesco palazzo della Fargna, sede del Comune e il teatro degli Avvaloranti. Più avanti è il palazzo Baglioni e infine la duecentesca chiesa di S.Pietro.
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L'espansione medievale segue l'andamento sinuoso delle strade lungo i crinali del colle: il cammino è per questo ricco di visuali. Una robusta cerchia muraria, in parte ancora visibile, fu costruita durante la metà del secolo XIII. Nei pressi delle porte principali si svilupparono, infatti, le prime chiese: S.Maria dei Servi presso la Porta Romana (da vedere, del Perugino, l'affresco con la Deposizione del 1517), S.Francesco, vicino alla porta del Prato (all'interno, tavole del Pomarancio) e S.Agostino in prossimità della porta Fiorentina, ora spazio congressuale.
Il centro urbano, diviso in Terzieri, si sviluppa intorno alle piazze Gramsci e Plebiscito che circondano il Duomo di S.Gervasio e Protasio, luogo dell'antica pieve ricostruita nel secolo XIII e di nuovo restaurata nel corso del '600 in seguito all'elevazione a Cattedrale. L'interno, a una navata con cappelle laterali, conserva molte opere d'arte fra le quali una tavola del Perugino: il pittore Pietro Vannucci nacque in città intorno al 1450 e, nello Stato della Chiesa, si firmò sempre Petrus de Castro Plebis.
Si addossa alla facciata del Duomo la Torre Pubblica: il lato inferiore, del secolo Xii, è in travertino, il superiore, del XIV secolo, in mattoni. Di fronte al Duomo e alla Torre è il Palazzo dei Priori sede del Municipio fino al 1875. Prospetta su Piazza Gramsci l'imponente architettura del Palazzo della Corgna disegnato da Galeazzo Alessi intorno al 1550. Oggi è sede di un centro universitario e della Biblioteca. Sul fianco sinistro del Duomo si apre la piazza del Plebiscito col settecentesco campanile e il neoclassico Palazzo Cartoni. Sul lato sud è visibile una parte del Palazzo Bandini che si affaccia su via Roma: il complesso in laterizio unisce strutture trecentesche su progetto del Peruzzi. In via V.Veneto incontriamo il Palazzo Orca e giungiamo così a piazza Matteotti con la chiesa del Gesù del 1798 e la Rocca, eretta dai perugini nel 1326, vicino alla demolita porta che apriva la strada per Perugia.
Per via P.Vannucci arriviamo all'oratorio di S.Maria dei Bianchi: nell'interno, sulla parete di fondo, il Perugino, nel 1504, dipinse l'Adorazione dei Magi. Via Garibaldi è l'asse del terziere Castello: incontriamo qui il settecentesco palazzo della Fargna, sede del Comune e il teatro degli Avvaloranti. Più avanti è il palazzo Baglioni e infine la duecentesca chiesa di S.Pietro.
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lunedì 24 agosto 2009
Il Borgo Dentro vince il Palio dei Terzieri 2009
Un "Palio dei terzieri" da cardiopalmo, quello che si è aggiudicato ieri il Terziere Borgo Dentro. La sua vittoria alla "Giostra del Toro" è arrivata infatti dopo ben due manche di spareggio con il Terziere Castello.
Alla fine delle canoniche tre serie di tiri, gli arcieri del Borgo Dentro (Matteo Rampi, Michele Pulito e Roberto Massarelli) avevano totalizzato 123 punti come i tiratori del Terziere Castello (Alessandro Maccabruno, Alessandro Cini ed Enrico Tassini), mentre quelli del Terziere Casalino (Roberto Chionne, Alessandro Casucci e Nicola Capoccia) si erano fermati a 99.
Si era resa dunque necessaria una manche di spareggio tra il Borgo Dentro e il Castello, alla fine della quale però i due Terzieri erano incredibilmente risultati di nuovo in parità.
E così, per la prima volta nella storia del "Palio dei Terzieri", si è disputato un secondo spareggio che ha visto alla fine prevalere il Borgo Dentro.
Una gara appassionante, dunque, che ha entusiasmato i tanti turisti e visitatori che hanno voluto assistere a una delle manifestazioni storico-rievocative più suggestive dell'Umbria.
Prima della "Giostra del Toro", ammiratissimo è stato il tradizionale corteo storico, composto da circa settecento figuranti in costume rinascimentale.
Corteo che è stato aperto, com'è tradizione, dalle autorità civili e religiose di Castel della Pieve (antica denominazione della città ai tempi di Pietro Vannucci).
Dietro, hanno sfilato come sempre il "Maestro di campo", il "Portagonfalone", gli "Armati del Comune" e i "Giudici di campo", oltre ad altre centinaia di personaggi: vessiliferi, notabili, dame e cavalieri, popolani e giocolieri che da piazza Plebiscito, attraverso le vie principali del centro, hanno raggiunto il campo di Santa Lucia, dove si è svolta la gara di tiro con l'arco.
Per rendere omaggio al Perugino, i musicisti dell'ensemble "Fiffaro consort" hanno eseguito una serie di brani musicali servendosi delle forme compositive e degli strumenti utilizzati nel XVI secolo.
Alla fine delle canoniche tre serie di tiri, gli arcieri del Borgo Dentro (Matteo Rampi, Michele Pulito e Roberto Massarelli) avevano totalizzato 123 punti come i tiratori del Terziere Castello (Alessandro Maccabruno, Alessandro Cini ed Enrico Tassini), mentre quelli del Terziere Casalino (Roberto Chionne, Alessandro Casucci e Nicola Capoccia) si erano fermati a 99.
Si era resa dunque necessaria una manche di spareggio tra il Borgo Dentro e il Castello, alla fine della quale però i due Terzieri erano incredibilmente risultati di nuovo in parità.
E così, per la prima volta nella storia del "Palio dei Terzieri", si è disputato un secondo spareggio che ha visto alla fine prevalere il Borgo Dentro.
Una gara appassionante, dunque, che ha entusiasmato i tanti turisti e visitatori che hanno voluto assistere a una delle manifestazioni storico-rievocative più suggestive dell'Umbria.
Prima della "Giostra del Toro", ammiratissimo è stato il tradizionale corteo storico, composto da circa settecento figuranti in costume rinascimentale.
Corteo che è stato aperto, com'è tradizione, dalle autorità civili e religiose di Castel della Pieve (antica denominazione della città ai tempi di Pietro Vannucci).
Dietro, hanno sfilato come sempre il "Maestro di campo", il "Portagonfalone", gli "Armati del Comune" e i "Giudici di campo", oltre ad altre centinaia di personaggi: vessiliferi, notabili, dame e cavalieri, popolani e giocolieri che da piazza Plebiscito, attraverso le vie principali del centro, hanno raggiunto il campo di Santa Lucia, dove si è svolta la gara di tiro con l'arco.
Per rendere omaggio al Perugino, i musicisti dell'ensemble "Fiffaro consort" hanno eseguito una serie di brani musicali servendosi delle forme compositive e degli strumenti utilizzati nel XVI secolo.
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giovedì 28 agosto 2008
Il Palio dei Terzieri di Città della Pieve
Dalla rocca al pozzo. L'arazzo è tornato ai maremmani dopo appena un anno. Lo scorso agosto lo avevano consegnato nelle mani del capitano del popolo del terziere Borgo Dentro, ieri se lo sono ripreso al termine di un'emozionante caccia al toro.
Si è conclusa a tarda notte la trentacinquesima edizione del Palio dei Terzieri, tra i volti scuri di Castello e Borgo, e i brindisi del popolo del Casalino, vincitore di questa edizione 2008. La giornata più lunga, la più attesa.
Città della Pieve ruota attorno al palio e il palio non la delude mai. Neanche quest'anno, ancor meno quest'anno. Il corteo storico e la sfida di tiro con l'arco hanno superbamente chiuso l'estate pievese. E a brindare sono stati i maremmani che hanno trovato in Luca Bittarelli l'arciere capace di chiudere la contesa, non prima di aver fatto soffrire i propri contradaioli con due frecce finite sulla pancia del toro, che da regolamento valgono sei punti, meno di testa e collo. Nonostante qualche brivido il giovane è riuscito ad alzare le braccia al cielo in segno di vittoria, dando giusta ricompensa ai compagni Roberto Chionne e Alessandro Casucci che tanto bene avevano fatto nelle due manches precedenti.
Al tramonto i punti totalizzati dal Casalino erano 102, contro gli 84 di Borgo Dentro e Castello, quest'ultimo fuori dai giochi già alla seconda manche avendo pagato lo scotto di una brutta partenza.
Se è la caccia del toro ad infuocare gli animi dei pievesi, non da meno è stato il corteo storico che muovendo da piazza Plebiscito ha attraversato le vie cittadine fino al "campo de li giochi", ricreando clima e atmosfere d'altri tempi.
La Pieve sa calarsi nel rinascimento come pochi altri sanno fare. E in questo meraviglioso affresco di musiche e colori, i turisti sono accorsi in migliaia, attratti da un mondo che sembra rivivere con rinnovato splendore.
E del resto come non entusiasmarsi nel vedere mazzieri e balestrieri, damigelle e cavalieri, tamburini e sbandieratori, attaccati ai loro colori fino a farli scorrere nel sangue, tramandati di generazione in generazione. I colpi di scena non sono mancati, neanche quest'anno. Venerdì la richiesta del terziere Borgo Dentro di cambiare la propria postazione al campo di Santa Lucia.
Un fulmine a ciel sereno per le forze dell'ordine. Perché Casalino e Castello, plebe e nobiltà della Castel de la Pieve cinquecentesca, da quando palio è palio non sono mai stati vicini in campo, per evitare quei contatti che spesso prendono i contorni della rissa.
Goliardia e sentimento, fanno parte del gioco.
Quest'anno il Borgo ha chiesto di poter cambiare, di sistemarsi sulla parte ovest del campo. Il maestro di campo non si è potuto opporre, essendo previsto da regolamento, e per la quiete comune tutto è andato liscio. Merito forse anche delle frecce tirate da Chionne e Casucci che hanno dato il via alla fuga del Casalino.
Domani le bandiere verranno ammainate, ma nei cuori dei pievesi la giornata di ieri è destinata a rimanere viva ancora a lungo. Proprio come avrebbero voluto Mario Barzanti e Don Oscar Carbonari, che in una silenziosa notte di quarant'anni fa disegnarono l'avvenire di un'intera cittadina.
Si è conclusa a tarda notte la trentacinquesima edizione del Palio dei Terzieri, tra i volti scuri di Castello e Borgo, e i brindisi del popolo del Casalino, vincitore di questa edizione 2008. La giornata più lunga, la più attesa.
Città della Pieve ruota attorno al palio e il palio non la delude mai. Neanche quest'anno, ancor meno quest'anno. Il corteo storico e la sfida di tiro con l'arco hanno superbamente chiuso l'estate pievese. E a brindare sono stati i maremmani che hanno trovato in Luca Bittarelli l'arciere capace di chiudere la contesa, non prima di aver fatto soffrire i propri contradaioli con due frecce finite sulla pancia del toro, che da regolamento valgono sei punti, meno di testa e collo. Nonostante qualche brivido il giovane è riuscito ad alzare le braccia al cielo in segno di vittoria, dando giusta ricompensa ai compagni Roberto Chionne e Alessandro Casucci che tanto bene avevano fatto nelle due manches precedenti.
Al tramonto i punti totalizzati dal Casalino erano 102, contro gli 84 di Borgo Dentro e Castello, quest'ultimo fuori dai giochi già alla seconda manche avendo pagato lo scotto di una brutta partenza.
Se è la caccia del toro ad infuocare gli animi dei pievesi, non da meno è stato il corteo storico che muovendo da piazza Plebiscito ha attraversato le vie cittadine fino al "campo de li giochi", ricreando clima e atmosfere d'altri tempi.
La Pieve sa calarsi nel rinascimento come pochi altri sanno fare. E in questo meraviglioso affresco di musiche e colori, i turisti sono accorsi in migliaia, attratti da un mondo che sembra rivivere con rinnovato splendore.
E del resto come non entusiasmarsi nel vedere mazzieri e balestrieri, damigelle e cavalieri, tamburini e sbandieratori, attaccati ai loro colori fino a farli scorrere nel sangue, tramandati di generazione in generazione. I colpi di scena non sono mancati, neanche quest'anno. Venerdì la richiesta del terziere Borgo Dentro di cambiare la propria postazione al campo di Santa Lucia.
Un fulmine a ciel sereno per le forze dell'ordine. Perché Casalino e Castello, plebe e nobiltà della Castel de la Pieve cinquecentesca, da quando palio è palio non sono mai stati vicini in campo, per evitare quei contatti che spesso prendono i contorni della rissa.
Goliardia e sentimento, fanno parte del gioco.
Quest'anno il Borgo ha chiesto di poter cambiare, di sistemarsi sulla parte ovest del campo. Il maestro di campo non si è potuto opporre, essendo previsto da regolamento, e per la quiete comune tutto è andato liscio. Merito forse anche delle frecce tirate da Chionne e Casucci che hanno dato il via alla fuga del Casalino.
Domani le bandiere verranno ammainate, ma nei cuori dei pievesi la giornata di ieri è destinata a rimanere viva ancora a lungo. Proprio come avrebbero voluto Mario Barzanti e Don Oscar Carbonari, che in una silenziosa notte di quarant'anni fa disegnarono l'avvenire di un'intera cittadina.
Michele Marzoli dal Corriere dell'Umbria
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