Visualizzazione post con etichetta ordine pubblico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ordine pubblico. Mostra tutti i post

sabato 8 novembre 2008

Carne chianina falsa nell'Orvietano?

Sono una decina gli allevatori dell'Orvietano e dell'Alto Lazio accusati di aver falsificato i certificati di nascita dei propri "comuni" bovini per farli diventare pregiate chianine.
Dopo un anno di "gestazione", nelle scorse settimane si è aperto il processo che tenterà di fare luce sulla falsificazione della pregiata carne chianina, che in realtà non proveniva dall'animale in questione, ma da normali mucche di allevamento che al momento della nascita venivano registrate come chianine.
A scoprire la truffa furono inizialmente gli uomini del Nucleo antisofisticazione regionale dei carabinieri, che oltre un anno fa effettuarono dei controlli all'interno del mattatoio comunale orvietano.
Un'indagine, che in quel caso coinvolse anche il settore della commercializzazione. La carne arrivava al macello e poi commercializzata come "chianina" anche tramite i canali della grande distribuzione nazionale.
In realtà, non si trattava della pregiata carne bovina, ma gli allevatori incriminati avevano allevato dei vitelli nati tra un animale di razza chianina e uno di razza meticcia.
a incastrare gli allevatori e poi i commercianti che distribuivano le carni furono, appunto, i certificati degli animali che all'origine segnalavano la contaminazione della razza.
Sulla scorta di questi elementi la procura orvietana effettuò molti altri controlli negli allevamenti della zona, scoprendo all'interno delle stalle diversi animali con certificati falsi.
a sfilare in tribunale sono ora, infatti, gli allevatori coinvolti nella seconda fase dell'indagine e che dovranno tornare in aula il 20 gennaio del prossimo anno.
Tutti gli imputati dovranno rispondere dell'accusa di "falso".

Gabriele Anselmi
Sabato 8 Novembre 2008

domenica 3 agosto 2008

Prostituzione sulla Baschi Todi

Prostituzione: controllo a tappeto delle forze dell’ordine. Carabinieri impegnati nell’ultimo fine settimana in una serie di controlli di prevenzione per stroncare il fenomeno della prostituzione, che nelle strade dell’Orvietano sembra aver ripreso piede.
Nel mirino dei militari dell’Arma prima di tutto l’arteria, ormai identificata da tutti come l’harem per eccellenza, ovvero la Baschi-Todi; controllata anche la Umbro-Casentinese, dove ultimamente sono tornate a camminare le lucciole.
Dai controlli dei carabinieri, è emersa una situazione apparentemente tranquilla, ma nei giorni di perlustrazione delle strade interessate dal fenomeno è stato segnalato un notevole movimento di “appassionati”.
L’unica ragazza finita sui verbali dei militari dell’Arma è stata una giovane di origine bosniaca, che è stata raggiunta da un’ordinanza di allontanamento dalle zone dell’Orvietano. Disposizione assunta anche in relazione al fatto dei precedenti che i militari hanno rilevato sul conto della “signorina”.
Chiaramente, nel comprensorio la prostituzione apparentemente non si manifesta come una problematica eccessivamente preoccupante, ma nei fatti molte indiscrezioni circolano sempre sulla presenza di ragazze “disponibili”.
L’attività dei carabinieri del comando orvietano si è intensificata anche sulle eventuali irregolarità delle attività di somministrazione alimentare. Nei giorni scorsi - e i controlli continueranno anche nelle prossime settimane - i carabinieri, supportati dai colleghi del Nucleo antisofisticazione di Perugia, hanno controllato una decina di attività nel centro storico di Orvieto, tra i quali anche le due “chebabberie”.
Le attività controllate non hanno evidenziato irregolarità nelle autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande.

Gabriele Anselmi dal Corriere dell'Umbria