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martedì 12 agosto 2014

Festival immagini e suoni di paesaggi 2014

II "Festival immagini e suoni di paesaggi"è tornato, nella frazione di Scoppieto, nella suggestiva location delle ex cave romane di travertino. Giunto alla nona edizione, vanta la presenza di diversi musicisti ed attori di livello nazionale.
Il festival 2014 si sta svolgendo tra danza/teatro e musica d'autore. Proseguirà ancora oggi e domani. Questa sera, alle 21.30, protagonisti saranno uno dei più stimati batteristi europei come Roberto Gatto insieme al grande chitarrista statunitense Nir Felder ed al bassista Luca Fattorini.
Si tratta di un tributo alla musica jazz nella sua declinazione più moderna e innovativa e alla creatività, grazie all'apporto di tre indiscussi fuoriclasse che stanno delineando nuovi stili, fenomenali interpreti del nostro tempo, che con grande lucidità infrangono le regole per andare oltre, mettendo in gioco ragione e sentimento con classe ed eleganza.
Infine la chiusura del festival, domani, sempre alle 21.30, sarà del maestro del pianoforte, dal calibro internazionale, Alberto Pizzo, che ha scelto proprio Scoppieto per la sua tappa umbra estiva. "On the way" è il suo ultimo progetto discografico, prodotto dall'italo americano Fabrizio Sotti. L'organizzazione anche quest'anno è stata affidata all' Athanor Eventi che, insieme al Comune di Baschi - in collaborazione con la Pro loco di Baschi - è ideatrice della manifestazione, che vuole valorizzare, con eventi culturali di prestigio, un sito di grande attrazione al centro di un territorio con paesaggi di rara bellezza. L'ingresso è gratuito. 
Corriere dell'Umbria Martedì 12 Agosto 2014

sabato 8 giugno 2013

Fra Todi ed Orvieto: dove Acqua, Boschi e Grotte segnano il Paesaggio e le Vicende Umane

Andando da Todi a Orvieto, lungo una vecchia strada, che riporta ad atmosfere anni '60, anche se il suo tracciato è in realtà assai antico, si costeggia un lago dalle acque che si presentano con un colore insolito e suggestivo: è il lago di Corbara, un lago artificiale che si è formato negli anni '60 del secolo scorso, appunto, in seguito alla costruzione di un bacino idroelettrico sul fiume Tevere. Un lago nato là, dove vi erano casolari, edifici e abitazioni. i cui abitanti dovettero lasciare le case, e i campi coltivati, trasferendosi altrove con le loro masserizie, mentre l'acqua, nel giro di pochi giorni, invadeva e riempiva la conca. Sommergendo le costruzioni, e le memorie di secoli di vita. Ma capita, a volte, che le acque del lago siano trasparenti e allora si intravedono, o forse sembra di vedere, le ombre delle antiche case. Ma gli echi e le voci che qui si sentono, in alcuni giorni e in alcune ore, sono tanti, e forse è il vento, forse no.

Qui siamo in uno dei luoghi più selvaggi e suggestivi del parco fluviale del Tevere. Il lago prende il nome di Corbara dall'omonima frazione, che è parte del territorio comunale di Orvieto. Ma altri ancora sono i comuni e i borghi che si incontrano strada facendo, da una parte della strada il lago, e dall'altra le colline, a volte aspre e aguzze, e coperte a seconda del tratto, da oliveti o da boschi. Ma non solo borghi e nuclei abitati si trovano a riva di lago, o lungo o in cima alle strade che dalla strada del Corbara si inerpicano verso le colline. In questa area gravitano anche le gole del Forello, che si insinuano fin quasi a Todi. Nei secolo scorsi dalle gole, talvolta, si sentivano uscire voci spaventose e inumane, che si innalzavano a lungo, per poi diventare sempre più deboli ed estinguersi. Se fossero creature fantastiche, o venti impetuosi, non è dato sapere. Ma non solo gole, anche grotte, e luoghi deputati al silenzio, alla preghiera e alla meditazione, un tempo rifugio di eremiti, anche Jacopone da Todi fu eremita, rifugiandosi anche in una grotta accanto al piccolo convento di Sant'Angelo di Pantanelli. Luogo, quest'ultimo, legato alla memoria francescana, nelle vicinanze sono ancora visibili la grotta in cui il Santo dimorò, la "sua" fonte, l'elce che piantò e lo scoglio sul Tevere da cui, secondo la tradizione, parlò ai pesci.
Jacopone da Todi invece, secondo la tradizione, qui compose varie laudi, e anche il suo Stabat Mater. Altri secoli e altre storie. Sempre nel territorio comunale di Baschi lo scavo archeologico in località Scoppieto, curato dall'archeologa Margherita Bergamini, che con competenza e passione ha fatto, letteralmente, emergere dalla terra una storia straordinaria, è luogo da visitare. É Bergamini stessa a dire:

" Il sito è ubicato sulla sponda sinistra del Tevere, in un luogo in aperta campagna sulla sommità di un'altura in una splendida posizione a controllo del Tevere. Lo scavo condotto fino a ora interessa una manifattura del i secolo d.C. che produceva ceramiche fini da tavola e lucerne, cioè i comuni strumenti per l'illuminazione. Era un villaggio di artigiani che lavoravano al tornio e nello scavo abbiamo individuato le loro postazioni di lavoro, con i loro attrezzi da lavoro. Un complesso produttivo unico al mondo ...i manufatti venivano posti in commercio e distribuiti tramite il Tevere sui mercati del Mediterraneo. E così li ritroviamo nelle ville romane dell'Umbria meridionale, a Roma, a Ostia, a Cagliali e nelle principali città della costa settentrionale dell'Africa: Cherchel, Costantina, Cartagine, fino ad Alessandria di Egitto. Perché sia stato scelto questo luogo per impiantare una fornace è facilmente comprensibile. La zona possedeva infatti tutti i requisiti necessari a far funzionare bene una fornace: l'argilla innanzitutto, di una qualità molto adatta, il legname (nella zona sono ancor oggi presenti estesi boschi) e poi l'acqua. La vicinanza alla via di comunicazione fluviale rappresentò poi l'elemento determinante."
Un itinerario qui non può tralasciare Baschi, con il suo centro storico dall'aspetto antico e aristocratico, i palazzi, le piazze, le viuzze. E la sua tradizione di buona cucina. Ma questa è un'altra storia.
Corriere dell'Umbria Sabato 8 Giugno 2013

domenica 22 marzo 2009

Convento di Sant'Angelo di Pantanelli a Baschi

Convento di Sant'Angelo di Pantanelli di Baschi

Il convento di Sant'Angelo di Pantanelli, antica roccaforte Guelfa, fu fondato con l'aiuto di San Francesco stesso, nel 1216; il maniero e parte delle terre circostanti furono infatti donate a San Francesco dal Conte Ranuccio, ravveduto e convinto dal Santo alla cessazione delle lotte fratricide all'interno del casato.
Nelle vicinanze si trova anche la grotta in cui il Santo dimorò e lo scoglio sul Tevere da cui parlò ai pesci.
Ospiti del convento furono, inoltre, Jacopone da Todi, che qui compose varie laudi, tra cui la celeberrima "Stabat Mater" e San Bernardino da Siena.
Nella chiesa del Convento sono sepolti i signori di Baschi, a lungo padroni del paese.

Sull'altare maggiore possiamo vedere un affresco del '400, che rappresenta una Crocifissione.