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domenica 20 novembre 2011

Mostra del Tartufo di Fabro 2011 con il Padiglione Degustazioni delle eccellenze

La novità dell'anno 2011 è il nuovissimo Padiglione delle Eccellenze alimentari del territorio a cura dell'Associazione CentroDentro di Fabro Scalo e allestito in Piazza IV Novembre a Fabro Scalo. Il padiglione consiste in un elegante gazebo in cui sarà possibile gustare in orario pranzo/cena i prodotti locali cucinati sul momento dallo chef Maurizio di Mario, noto per le sua partecipazioni alla trasmissione televisiva "Chef per un giorno" in onda su La7, su Discovery Real Time e su Lei di Sky, e lo chef Alessandro Lestini. Il menù prevederà tutti prodotti locali che andranno dal pane al vino, dall'olio alle carni suine e chianine, formaggi e prodotti dolciari. Allo stesso tempo, in un gazebo più piccolo adiacente sarà possibile degustare e acquistare durante tutta la giornata i prodotti locali, che saranno presentati direttamente dal produttore, in modo da creare contatti e interazione tra il visitatore e il territorio. Aprendo il Padiglione delle Degustazioni, si è voluto presentare il territorio direttamente nel "piatto" con le produzioni d'eccellenza di questa zona in modo da creare nel visitatore una "memoria del gusto", memoria ricca di suggestioni e sensazioni che, essendo positive, lo indurranno a tornare e a far partecipi amici e parenti, trasformando il territorio fabrese e orvietano in un luogo speciale per tutti coloro che sono alla ricerca di cose buone e gustose.

fonte: www.lapagina.info
Domenica 20 Novembre 2011

venerdì 29 aprile 2011

Una mostra dedicata a Luca Signorelli nel 2012

Una grande mostra dedicata a Luca Signorelli tra Orvieto, Perugia e Città di Castello. Si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più importanti del panorama regionale l'esposizione dedicata al pittore cortonese che verrà allestita, nel 2012, nelle tre città umbre in cui l'artista è stato attivo. La macchina organizzativa si è messa in moto in questi giorni con una prima riunione operativa in Regione, con l'assessore alla Cultura Fabrizio Bracco, di cui ha dato conto ieri pomeriggio il sindaco Toni Concina. I primi passi saranno la costituzione di un comitato promotore e di un comitato esecutivo. Coinvolte tre fondazioni, le diocesi e numerosi altri enti. Il sindaco ha anticipato la necessità di prevedere in bilancio lo sforzo finanziario per sostenere l'evento che
"si preannuncia - ha detto Concina - come un grande avvenimento a livello internazionale."
Signorelli, il 5 aprile 1499, firmò il contratto per il completamento della decorazione delle volte della cappella nova (poi detta di San Brizio) nel Duomo di Orvieto, avviata da Beato Angelico e i suoi aiuti (tra cui Benozzo Gozzoli) nell'estate del 1447. Luca Signorelli completò l'opera, lavorando cinque anni, dal 1499 al 1504. Fu allievo di Piero della Francesca e si affermò per l'uso della prospettiva e l'attenzione per l'anatomia tipica dell'artista rinascimentale. Proprio ad Orvieto ha compiuto l'opera che l'ha reso celebre. Si tratta del ciclo di affreschi dedicati al tema dell'Apocalisse e del Giudizio Universale: le "Storie dell'Anticristo", il "Finimondo", la "Resurrezione della carne", i "Dannati", gli "Eletti", il "Paradiso" e "L'Inferno".

giovedì 21 aprile 2011

La mostra mercato del ponte di Pasqua a Città della Pieve

La mostra mercato di Pasqua giunge alla sua quindicesima edizione con un bagaglio di circa 70 espositori di prodotti agro-alimentari e artigianali provenienti da tutta Italia. Dai vini toscani ai formaggi piemontesi, dal pane di Altamura ai vetri di Murano: chi visiterà Città della Pieve tra sabato santo e il lunedì dell'Angelo troverà la città coperta di stand, con proposte di souvenir che poco hanno a che fare con la città. In questi quindici anni di sperimentazione, proprio sulle affinità con l'identità locale e sull'inevitabile appannamento del centro storico da parte delle strutture espositive si sono concentrate le critiche e le risposte da parte dell'amministrazione comunale, per poter offrire invece l'occasione di mettere a fuoco e valorizzare le produzioni di qualità tipicamente pievesi, come olio e zafferano, tartufo, e oggi anche vino di eccellenza. Proprio per offrire una vetrina anche all'ottima produzione agro-alimentare locale, la mostra propone il
"Paniere dei prodotti di qualità di Città della Pieve"
, all'interno dell'ex chiesa di Sant'Anna, l'attuale mercato coperto, in piazza Matteotti: la pizza di Pasqua tradizionale, infornata ancora nei vasi di terracotta; il ritrovato oro rosso dello zafferano, l'eccellenza della viticoltura locale, il tartufo locale, l'olio prodotto secondo i migliori criteri qualitativi di raccolta, molitura e conservazione, marmellate e cioccolateria artigianale, e i liquori della tradizione come il nocino. Una qualità, quella locale, che se non è fatta di grandi produzioni, certamente non manca di aggiungere plusvalore al patrimonio culturale locale, segnato dal paesaggio e dall'architettura rosata del cotto e dall'arte del Perugino.
A completare l'esposizione, e l'impegno a percorrere la via delle tradizioni più legate al territorio, via Vannucci si propone come "Strada degli Artigiani": orafi, sarti, artisti del legno, del mosaico, della ceramica, artigiani del cuoio, del ferro battuto, del vimini e del vetro, apriranno ai visitatori i loro laboratori.
Vania Bartoccioni
Corriere dell'Umbria Giovedì 21 Aprile 2011

mercoledì 9 febbraio 2011

La mostra: Il fascino dell'Egitto

Il nome della mostra non sembrerebbe il più appropriato nel momento politico e sociale così critico che l'Egitto sta attraversando eppure il mondo sta guardando con il fiato sospeso alla crisi egiziana proprio per quel "fascino" che la terra dei faraoni ha esercitato e continua ad esercitare su tutto l'occidente. Un fascino che dal Medio Evo ad oggi non è mai venuto meno, nel bene e nel male, considerando anche il saccheggio perpetrato ai suoi danni, quando principi ed intellettuali, ma anche avventurieri di pochi scrupoli, si contendevano "pezzi" di rara bellezza, vuoi per farne mercato vuoi per approfondire la conoscenza sull'antica civiltà. Di scempi ne sono stati fatti tanti. Uno lo troviamo persino come immagine simbolo della grande mostra che si inaugurerà il prossimo 12 marzo (fino al 2 ottobre) ad Orvieto.
É il profilo di Osiride, un pezzo di calcare dipinto di circa 30 centimetri, staccato da una tomba nella Valle dei Re dal conte Massimiliano Strozzi che a suo tempo se lo portò a casa. E si guardò bene dal mettere a disposizione della collettività. Così hanno fatto altri imperatori e potenti appropriandosi di obelischi, mummie, sarcofaghi e corredi funerari, testimonianze materiali di una civiltà di 4000 anni. Dalla fine del '700 a tutto l'800 l'Egitto è stato battuto palmo a palmo anche da ricercatori italiani, ed è proprio questo il punto di partenza che le due curatrici della mostra orvietana, Elvira D'Amicone (Soprintendenza archeologica del Piemonte e Museo Egizio di Torino) e Massimiliana Pozzi (Società Cooperativa Archeologica) hanno scelto per dare un taglio originale all'esposizione, ben evidenziato dal sottotitolo
"Il ruolo dell'Italia pre e post-unitaria nella riscoperta dell'antico Egitto."
"Abbiamo lavorato due anni" precisa la Pozzi presente alla conferenza stampa nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia"su come raccontare la storia degli egittologi italiani. A cominciare da Ernesto Schiapparelli (ma anche Carlo Vidua, Giuseppe Acerbi, Luigi Vassalli e tanti altri) che ha scoperto la tomba di Nefertari e la sepoltura di Kha, l'architetto reale. "Scavi lungimiranti considerati i tempi, era l'inizio del '900, perché Schiapparelli aveva portato con sé un antropologo e un fotografo". Dunque la mostra, ricca di 250 reperti, dai sarcofaghi alle vesti di lino ritrovate intatte con ancora la plissettatura originale, cammina sulle tracce delle missioni archeologiche italiane, in evidente omaggio ai 150 anni di Unità d'Italia. "Il fascino dell'Egitto" avrà due padri, la Fondazione del Museo Claudio Faina e la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto (costo dell'allestimento intorno ai 150 mila euro) ed anche due sedi, una nel museo orvietano e l'altra nel vicino Palazzo Coelli. Il progetto espositivo studiato con accuratezza dallo scenografo Angelo Cucchi esce dagli schemi usuali della semplice presentazione dei reperti all'interno di bacheche protettive. Le mummie , i sarcofaghi, il vasellame, gli amuleti il più delle volte verranno contestualizzati per dare una visione più allargata e ovviamente più scenografica degli oggetti in buona parte completamente inediti perché provenienti dai magazzini del Museo Egizio di Torino, esposti per la prima volta dopo il loro restauro. "é una mostra originale" ha precisato l'assessore regionale Bracco "non una mostra di giro. É stata fatta e pensata per le due sedi di Orvieto. Una mostra di grande attualità nel momento in cui tutto il mondo è preoccupato per le sorti dell'Egitto e del suo inestimabile patrimonio culturale". L'assessore ha inoltre ricordato il legame stretto tra l'Umbria e il Museo Egizio di Torino che ha avuto dal 1871 al 1893 come direttore il perugino Ariodante Fabretti, archeologo specializzato in numismatica, nonché senatore del Regno d'Italia che ha lasciato un catalogo del museo che è ancora oggi un importante punto di riferimento.

sabato 8 maggio 2010

1909 al Museo Archeologico Nazionale di Orvieto

1909
Fino al 06 Giugno
Orvieto - Museo Archeologico Nazionale

Tra Collezionismo e Tutela Jhon Pierpont Morgan, Alexandre Imbert e La Ceramica Orvietanà. La mostra che espone ceramiche arcaiche orvietane provenienti da numerose collezioni italiane e straniere, affronta temi quali l'interesse del collezionismo privato in Europa e in America all'inizio del XX secolo per la ceramica arcaica orvietana ed in generale per l'arte italiana medievale e rinascimentale e la conseguente circolazione di opere nel mercato antiquario. Tra i pezzi esposti spicca il nucleo di 34 ceramiche concesse in prestito dal museo di San Paolo del Brasile e recentemente restaurate.
Info: 0763.341772.

lunedì 28 dicembre 2009

Alessandro Vignali: dopo Londra e New York mostra al Castello di Alviano

Un filo sottile lega l'America all'Europa e ad Alviano. Dopo Londra e New York le opere di Alessandro Vignali tornano infatti ad Alviano, e la cittadina della Teverina dedica una mostra di benvenuto al pittore che ospita da molti anni (il suo studio si trova a pochi metri dal castello di Bartolomeo d'Alviano). Ieri pomeriggio, alle 17 e 30, c'è stato un happening all'interno della mostra. Tutti gli amici e gli estimatori del pittore si sono ritrovati insieme per ammirare le tele che sono state apprezzate nelle due capitali mondiali dell'arte contemporanea. La mostra, e l'evento, è aperta a tutti, soprattutto a coloro che ancora non conoscono le opere del pittore di origine romana, ormai alvianese acquisito da molti anni.
I quadri della mostra intitolata per l'appunto "New York, Londra, Alviano" sono già stati esposti a Londra (con una personale alla Highgate Gallery e con la pubblicazione del catalogo) e New York (alla collettiva al Brooklyn Waterfront Artists Coalition). Le opere tornano in Italia dopo il successo estero, e sono visionabili nelle sale del Castello di Alviano fino al prossimo 6 gennaio. La rassegna è stata voluto dal Comune di Alviano, con una punta di orgoglio. Il sindaco, Nazario Sauro Santi, ha scritto che "l'amministrazione comunale, felice dei successi che Alessandro Vignali ha raccolto in molti anni di esposizioni, ha voluto accompagnare e sostenere questa nuova avventura".