Visualizzazione post con etichetta turismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta turismo. Mostra tutti i post

sabato 11 maggio 2013

Tra borghi antichi, boschi e vigneti …

Vigneti, oliveti, coltivazioni ordinate, ma anche boschi che verrebbe fatto di chiamare con un termine ormai non più usato, e cioè selve, per la vegetazione fitta e, all'apparenza, impenetrabile. E, ancora, borghi antichi, vecchie ricette, artigianato di qualità, riti che si perdono nella notte dei tempi. Questo si può incontrare in un itinerario in alcuni luoghi dell'Orvietano.
Fabro conserva ancora, malgrado le ferite del tempo e della storia, la sua impronta caratteristica di castello nato intorno al Mille, di cui conserva parte delle mura. Nel cuore del borgo si trova il palazzo comunale, il cui progetto viene attribuito all'architetto Calderini, completamente ristrutturato negli anni `80 del secolo scorso. La parrocchiale, Ottocentesca, venne invece progettata da Giovanni Caproni. Monumento moderno, ricco di significati simbolici, è l'Albero della vita, realizzato da Luciano Martelloni con la collaborazione di Patrizio Serranti e inaugurato nel 2006. L'opera, gigantesca, è in larice, e parla di vita e di amicizia. Carnaiola, frazione di Fabro, fu fino al 1870 frazione autonoma. Dominata da un castello, di proprietà privata, mantiene intatto il suo aspetto medievale.

A Carnaiola è nata, nel Duecento, la beata Vanna. Alla mistica è intitolata una chiesetta, edificata nel luogo della casa natale. Considerata una delle mistiche umbre è tuttora oggetto di culto popolare, tanto che viene festeggiata il 23 luglio, ricorrenza della sua morte. Colline ricoperte da boschi con faggi, lecci, e cespugli di ginepro accolgono chi si inoltra verso Allerona è immerso nelle colline

Sopra il borgo di Carnaiola, comune autonomo fino al 1870, sotto palazzo Sannesio a Castel Giorgio, antica sede vescovile di villeggiatura in secoli passati coperte di boschi di faggio, leccio e ginepro. Ma anche, di pini e corbezzoli, frassini e castagni, secondo una geografia che disegna i luoghi con forme e colori diversi. Un borgo che affonda le sue origini in epoca romana, di cui rimangono tratti della Cassia antica e cippi che rimandano alla Traiana nuova.

Una lunga storia, quella di Allerona, raccontata da ruderi di castelli e fortilizi, resti delle mura e delle porte dette "del Sole e della Luna", la chiesa medievale rimaneggiata nell'Ottocento, fino ad arrivare all'elegante villa Cahen in stile Liberty. Per chi ama le passeggiate nella natura qui non mancano i luoghi dove passare una giornata, o anche solo qualche ora, tra il verde. Il parco di Villalba, ben noto agli amanti della botanica perché qui si trovano orchidee selvatiche di bellezza straordinaria - ne hanno catalogato una trentina di specie diverse - è attrezzato per ospitare pic nic, in aree con tavoli, panchine e "punti fuoco".

Non meno bella e interessante è la selva di Meana. A ridosso dell'altopiano dell'Alfina, con una magnifica vista sulla vallata del fiume Paglia si trova Castel Viscardo. Il centro storico si sviluppa attorno al Trecentesco castello che fu dei Monaldeschi della Cervara, e ora dei duchi di Montevecchio. Ma il borgo è molto antico, almeno di epoca etrusca, databile dal VI secolo a.C., è infatti la necropoli etrusca situata a pochi chilometri dal paese, in località Caldane. Qui fin dal 1300 si produce il cotto fatto a mano, un'autentica arte tramandata di generazione in generazione e che dà luogo alla lavorazione di mattoni, coppi, tegole, gronde, e tanti altri manufatti in cotto. Una tradizione legata a vicende storiche ma anche al terreno, ricco di pregiata argilla, materia prima indispensabile per la produzione del cotto. Il territorio è segnato da ordinati vigneti, questa è una delle zone di produzione, dove alla qualità del vino si unisce quella di ricette antiche e interessanti che sono la base, insieme a ingredienti di qualità che in questo territorio ancora si trovano.

Luogo di confine, geografico e culturale, e perciò quanto mai interessante, è Castel Giorgio, che dalla sua posizione sull'altopiano dell'Alfina gode splendidi paesaggi e guarda, dall'estremo punto a ovest dell'Umbria, il lago di Bolsena e l'Amiata, Lazio e Toscana, dunque. Il castello di Castel Giorgio venne costruito a fine Quattrocento, da Giorgio della Rovere. Il passaggio di truppe, un incendio e un terremoto lo danneggiarono ripetutamente e trovò nuova vita quando, nel 1610, il cardinale Giacomo Sannesio, nel 1610, lo fece ristrutturare.

Il palazzo divenne luogo di soggiorno per i porporati e i prelati che qui, da Orvieto, venivano a villeggiare. Palazzo Sannesio è uno dei punti di interesse del borgo. Ma nei boschi fitti che circondano Castel Giorgio, dove i conoscitori quand'à tempo trovano funghi squisiti nascondono vecchie storie di banditi. A lungo in queste macchie fitte si nascosero, progettando agguati e ruberie, Luciano Fioravanti, di Acquapendente, e Davide Biscarini, di Marsciano. Ancora a metà del secolo scorso, di una vecchietta del luogo, minuta e raggrinzita, si diceva che fosse stata in gioventù la donna di Davide Biscarini.

Corriere dell'Umbria Sabato 11 Maggio 2013

domenica 30 ottobre 2011

Aperta la Torre del Maurizio

Dall'alto della torre che ha preso il suo nome, Maurizio si affaccia su piazza Duomo e percuotendo la campana che ha di fronte, dal 1348 scandisce l'ora degli orvietani. È il più antico automa segnatempo ancora oggi esistente, il primo documentato in Europa, il cui funzionamento è strettamente collegato all'orologio fatto costruire dall'Opera del Duomo per regolare i turni quotidiani degli operai che lavoravano per realizzare la Cattedrale. E, con il posizionamento della statua di bronzo semovente sul tetto della torre, impreziosire ulteriormente la piazza e la città stessa. Torre che da ieri - e qui sta la novità - ha aperto l'ingresso su via del Duomo, allestendo un nuovo spazio di accoglienza turistica e informazione sulla Cattedrale e sul museo Modo. Beninteso, la torre non è ancora fruibile come quella del Moro, tuttavia entrando nel locale al piano terra due schermi video consentono a orvietani e turisti di scoprire il funzionamento del meccanismo interno. Una webcam è puntata su Maurizio e lo riprende mentre è intento a scoccare l'ora. Un'altra, invece, è fissa sugli ingranaggi.
"L'apertura al pubblico di questo luogo simbolo della città - ha spiegato ieri il presidente dell'Opera del Duomo, l'avvocato Francesco Venturi - offre una nuova occasione per promuovere il suo straordinario patrimonio artistico e fornire nuovi strumenti per comunicare in tempo reale le attività e gli eventi creati per trasmetterne e rilanciarne il valore. All'occorrenza, gli schermi potranno ospitare la proiezione di eventi settimanali, orari delle visite e immagini che promuovano la città."
Operazione, questa, con la quale l'Opera non intende sostituirsi al Comune, ma
"lavorare insieme per proporre un'offerta migliore al turista."
Senza duplicare spazi informativi con un altro punto, semmai offrire un servizio più completo sia per i visitatori che per gli orvietani, invitati a riscoprire l'importanza artistica e culturale di un monumento che appartiene loro. E la sinergia tra Opera e Comune è stata sottolineata anche dal sindaco Antonio Concina, che in occasione dell'apertura dello spazio cittadino ha ribadito l'intenzione di
"ripianificare i punti informativi della città, riqualificando l'offerta per i turisti."
Accanto al presidente del consiglio comunale Marco Frizza e al consigliere regionale Fausto Galanello, non ha mancato di salutare positivamente l'iniziativa anche monsignor Giovanni Marra, arcivescovo emerito di Messina dove ha sede l'altrettanto celebre orologio astronomico.
"Aprire dei punti di accoglienza - ha detto l'amministratore apostolico - è sicuramente significativo. Far conoscere da vicino l'automa del Maurizio completa la ricchezza delle informazioni reperibili sul patrimonio artistico della città"
Davide Pompei
Corriere dell'Umbria Domenica 30 Ottobre 2011

martedì 21 settembre 2010

Verso il 750°anniversario del Corpus Domini

"Di sola cattedrale si muore". Era questa la provocazione lanciata dall'esperto di marketing Vittorio Ravà al Forum sul turismo. E quando fra tre anni ricorrerà il 750° anniversario dell'istituzione del Corpus Domini, l'auspicio è che il monito sia servito a preparare adeguatamente la città, a partire dalle sue strutture ricettive. In che modo? Attraverso una promozione graduale ma costante di un appuntamento che porterà sulla Rupe un folto popolo di visitatori, e allo stesso tempo in grado di creare, anche localmente, la consapevolezza e l'aspettativa di quello che a tutti gli effetti è un evento. Per questo fin da ora l'amministrazione comunale sta lavorando d'intesa con quella di Bolsena (detta, non a caso, la città del miracolo) e sotto la guida (non solo spirituale) del vescovo Scanavino, capo della diocesi, per valutare e realizzare insieme programmi e progetti che andranno attivati. Per il momento, di ufficiale c'è solo che a breve prenderà avvio una prima campagna di comunicazione incentrata sul valore della cristianità e fortemente legata all'aspetto identitario per le due città della Tuscia. Massimo riserbo, dunque, sulle progettualità, tanto ecclesiastiche quanto civili, che potrebbero spaziare dalle celebrazioni alla convegnistica, passando per cultura ed arte. Tra i punti fermi c'è però lo scambio straordinario delle reliquie. Il "Sacro Corporale" uscirà dalle porte del Duomo per dirigersi verso la città del lago, che in cambio cederà momentaneamente la "Sacra Pietra".
"Uno degli auspici - confida l'assessore al turismo Marco Sciarra - è che con un atto così simbolico, i nomi di Orvieto e Bolsena si possano legare in maniera ancora più forte al miracolo eucaristico e alla festività del Corpus Domini."
A questo proposito è già in via di definizione un tavolo specifico di coordinamento tecnico-operativo che coinvolgerà le varie categorie di operatori del comparto turismo-cultura. Se da un lato c'è già chi fa il nome del Santo Padre ipotizzando una visita papale - l'ultima sulla Rupe, fu quella di Papa Giovanni Paolo II il 17 giugno del 1990 - sul fronte ricettivo, è indubbio che anche gli operatori dovranno attrezzarsi. Il turismo religioso è infatti una voce non trascurabile che porta guadagno nelle casse di ristoratori e albergatori. E Orvieto ne sa qualcosa. Nell'intero comprensorio, nei primi sette mesi dell'anno si sono contate 82.676 presenze e 52.640 arrivi. Di questi ultimi, rispettivamente 28.315 italiani e 24.325 stranieri. Secondo una recente indagine, inoltre, al primo posto delle motivazioni che spingono i visitatori a fare tappa ad Orvieto c'è il consiglio di qualcuno che già c'è stato. Come a dire che il passaparola è la forma di promozione più incisiva, quella che non costa nulla e può avere enorme riscontro. Seguono, poi, l'interesse culturale, il fascino del paesaggio, fama e bellezza. A sorpresa, solo il 6% visita Orvieto unicamente per il suo duomo. Tuttavia, lo stesso Wojtyla, proprio ad Orvieto ebbe modo di affermare che anche se la costruzione del Duomo non è collegata direttamente alla solennità del Corpus Domini, è però indubbio che il mistero eucaristico è qui potentemente evocato dalla presenza del corporale.

domenica 18 aprile 2010

Il Pozzo di San Patrizio aumenta ... il biglietto

E il Pozzo di San Patrizio aumenta il biglietto di 50 centesimi. Dopo l'entrata in vigore del rivoluzionario biglietto al Duomo, è la volta del monumento che insieme alla Cattedrale, costituisce il simbolo della città. Le nuove tariffe del biglietto d'ingresso del Pozzo di San Patrizio sono passate al vaglio della giunta Concina che ha approvato le modifiche che partiranno dal prossimo primo giugno.
Di proprietà del Comune di Orvieto, il monumento è ora gestito da Sistema Museo, e l'aumento del costo del ticket porterà conseguentemente, un aumento anche dell'introito che il Pozzo porta alle casse comunali ogni anno. Si tratta dell'adeguamento del costo del solo biglietto intero che, dal 1° giugno 2010 passerà dagli attuali 4,50 euro a 5 euro. Resta invariato invece a 3,50 euro il costo del biglietto ridotto.
La sperimentazione durante i mesi estivi servirà a valutare il flusso delle presenze per la stagione del 2010. Nonostante i flussi tiristici degli ultimi anni abbiano riscontrato una crisi, il Pozzo di San Patrizio è l'unico fra i monumenti a pagamento della città che non ha risentito del calo. L'aumento del costo del Pozzo si inserisce dopo la rivoluzionaria entrata a pagamento della Cattedrale: in via sperimentale, il turista che intende visitarla dovrà pagare un biglietto dal prezzo simbolico di 2 euro, che diventano 3 per chi abbia intenzione di visitare anche la cappella di San Brizio e 5 per chi voglia entrare anche al Modo (Museo dell'Opera del Duomo). Il ticket è richiesto soltanto ai turisti che entrino per una visita al di fuori delle celebrazioni liturgiche e non riguarda in alcun modo i residenti nella diocesi di Orvieto Todi.
Così come succede anche a Firenze , Pisa e Siena, anche Orvieto si adegua all'introduzione del biglietto. Diminuiscono invece i prezzi per la cappella di San Brizio che costava 3,5 euro, prima dell'operazione invece delle attuali 3 euro, così come per il Museo dell'Opera del Duomo dove il prezzo scende da 6,5 a 5 euro. Le entrate serviranno in questo caso, alla manutenzione del monumento. L'amministrazione comunale quindi "batte cassa" sui beni "sicuri" di Orvieto, adeguando il prezzo alla media italiana e al bisogno delle finanze comunali. Ma non è solo questa la motivazione del cambiamento sperimentale che interesserà il monumento. Il numero dei paganti interi che entrano al Pozzo sono infatti notevolmente inferiori a quelli ridotti, ovvero i gruppi, i pensionati, gli studenti e tutti coloro che usufruiscono di convenzioni e sconti esistenti attualmente, non in ultimo quello del pacchetto offerto dalla "Carta Unica" che nell'ultimo anno ha aumentato i suoi numeri arrivando da 7mila e 7mila800. L'aumento del prezzo potrebbe quindi anche favorire la visita di più monumenti come precisa anche lo stesso assessore al Turismo Marco Sciarra.
"Lo scopo è quello di favorire l'intero circuito del 'turista virtuoso', cioé chi sceglie di vistare più monumenti risparmiando".

domenica 30 novembre 2008

Orvieto e la promozione in Giappone

Promozione turistica: buoni risultati dal Giappone. é stato l'assessore Giuseppe Della Fina, insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria, Giuseppe Santi (Confcommercio) e Giuliano Portarena (Federalberghi) e quello della Cantina Cardato, Alessandro Attioli, insieme a una scuola di lingue orvietana, a tirare le somme del viaggio promozionale effettuato in Giappone.
"Orvieto è stata l'unica città italiana presente alla settimana della cultura italiana in Giappone - spiegano gli organizzatori - che ha avuto uno spazio promozionale così ampio: una intera giornata dedicata alla città della Rupe, in cui Orvieto ha conquistato i presenti grazie anche alla degustazione di prodotti tipici dell'enogastronomia locale, quali l'ottimo vino della cantina Cardeto e i deliziosi cantucci, biscotti forniti dal Vapoforno, di Iliana Corradini.
Dall'Australia al Giappone secondo una precisa strategia di marketing sul turismo cerchiamo di realizzare obiettivi chiari che portino risultati concreti sul territorio.
Attualmente stiamo lavorando anche sull'Europa, in particolare sul mercato norvegese e della fascia tedesca, svizzera e austriaca"

giovedì 9 ottobre 2008

15a Festa dell'Uva e sagra del Pan col Mosto

3-4-5/10-11-12 OTTOBRE 2008
CARNAIOLA di Fabro

Venerdì 3 Ottobre
Ore 21,30 - Apertura delle taverne centro storico.

Sabato 4 ottobre
Ore 16,00 - Apertura del mercatino artigianale con percorso gastronomico degustazione vini.
ore 18,00 - Degustazione vini guidata a cura del sommelier Menenti Maria Clara (presso la "Locanda di Desideria")
ore 19,30 - Cena in piazza (con tenda struttura)
ore 20,00 - Musica itinerante per le vie del paese con il duo Moto Folk e giochi di prestigio con il mago "Lupi"
ore 21,30 - Apertura taverne centro storico

Domenica 5 ottobre
Ore 16,00 - Apertura del mercatino artigianale con percorso gastronomico degustazione vini.
Ore 17,00 - Intrattenimento vario
Ore 19,00 - Pizza in piazza (con tenda struttura)
Ore 21,00 - Apertura taverne centro storico

Venerdì 10 Ottobre
Ore 21,30 - Apertura taverne centro storico

Sabato 11 Ottobre
Ore 16,00 - Apertura del mercatino con percorso gastronomico e degustazione vini.
ore 19,30 - Cena in piazza (con tenda struttura)
ore 20,00 - Musica itinerante per le vie del centro storico accompagnata da stornelli e musica popolare di "Pino" e spettacolo giochi di prestigio con il mago "Lupi"
Ore 21,30 - Apertura taverne centro storico

Domenica 12 Ottobre
Ore 17,00 - In collaborazione con l'associazione Promogest. e la scuola media ed elementare di Fabro Scalo. Premiazione del concorso "Adotta un monumento" per l'occasione tutti i lavori fatti dei bambini verranno esposti per le vie del paese.
Ore 19,00 - Pizza in piazza (con tenda struttura)
Ore 21,30 - Apertura taverne centro storico.

Per raggiungerci
in auto: uscita autostradale A1 Fabro
in treno: stazione Fabro-Ficulle

da Pro-Loco Carnaiola - Giovedì 9 Ottobre 2008

lunedì 29 settembre 2008

Il Museo per la Tradizione Ceramica di Orvieto

Patrimonio storico cittadino: l'unione fa la forza. Importanti iniziative ed eventi culturali stimolano il sindaco, Stefano Mocio, sull'argomento della musealizzazione del patrimonio cittadino, guardando ad un contesto generalizzato che costituisce la base di un sistema integrato per la cultura orvietana.
In due giorni sulla Rupe si è passati dalla presentazione del sistema museale dell'Opera del Duomo, alla donazione ufficiale della collezione Curti di ceramiche medievali.
Ben 310 pezzi fra cui il famoso "Papetto", che faranno parte del costituendo Museo per la Tradizione Ceramica insieme ad altre donazioni e a materiali in deposito, provenienti dagli scavi sul patrimonio artistico urbano e di Palazzetto Faina, e alla raccolta di ceramiche rinascimentali del Museo dell'Opera del Duomo.
"L'idea del patrimonio comune, del patrimonio civico - ha spiegato il sindaco, Stefano Mocio - è emersa anche in occasione della presentazione del nuovo percorso espositivo del museo dell'Opera del Duomo.
Il protocollo d'intesa sottoscritto nella primavera scorsa, ha fatto chiarezza sul fatto che non devono esserci più steccati fra enti e Istituzioni che lavorano sinergicamente per costituire la piena fruizione del patrimonio culturale e artistico di Orvieto.
Oggi quel protocollo d'intesa si va sostanziando in precisi accordi di programma: il primo è stato quello tra il Comune e l'Opera del Duomo per la gestione del Museo Emilio Greco, nei prossimi giorni verrà confermata la convenzione con la Fondazione Faina per la gestione del patrimonio civico che riguarda anche parte del patrimonio ceramico di questa città.
Colgo questa occasione per formulare un 'in bocca al lupo' al dottor Isidoro Galluccio per il rinnovato incarico di Presidente della Fondazione Faina.
Da questo momento, il direttore scientifico del costituendo Museo della Tradizione Ceramica, l'architetto Alberto Satolli, potrà lavorare con maggiori certezze alla concretizzazione ed apertura del museo di cui sono terminati i lavori infrastrutturali e, i pochi che devono essere ancora realizzati, sono legati unicamente al progetto di allestimento che si sceglierà, cioè all'arredo e alle finiture.
La scommessa è quella di creare un luogo di valorizzazione e di spinta allo sviluppo di un importante settore dell'artigianato artistico di Orvieto, di cui oggi la donazione Curti è un pezzo decisivo"
Gabriele Anselmi
dal Corriere dell'Umbria Lunedì 29 Settembre 2008

sabato 27 settembre 2008

Formazione turistica all'IPSIA

La Provincia approva l'indirizzo turistico-alberghiero al Professionale. Altro passo avanti per l'apertura dell'indirizzo turistico-alberghiero presso l'istituto tecnico professionale Ipsia della Rupe: la conferenza provinciale sulla scuola ha infatti approvato il progetto e dunque, con tutta probabilità, già dal prossimo anno scolastico Orvieto avrà finalmente un corso di studio dedicato alla formazione turistica.
"L'indirizzo turistico-alberghiero - ha spiegato l'assessore provinciale alla pubblica istruzione, Donatella Massarelli - riflette un'esigenza concreta espressa dal territorio, mentre i distretti formativi sono una grande occasione per rilanciare la formazione tecnica sul nostro territorio e implementare il rapporto fra scuola e territorio stesso."
Da tempo la stessa giunta comunale orvietana aveva espresso parere favorevole alla proposta di istituzione dell'indirizzo di studio di tipo turistico alberghiero, in quanto la proposta contiene obiettivi formativi di particolare rilievo e interesse per lo sviluppo della città e perché lo stesso istituto professionale raccoglie un'utenza più vasta del territorio comunale e comprensoriale di riferimento.
Sicuramente la mancanza di un istituto turistico a Orvieto era un paradosso notevole. Per tanti anni, la città ha sempre cercato di migliorare la propria offerta turistica, soprattutto nella qualità, ma mai si era arrivati materialmente a prevedere l'istituzione di un corso di formazione scolastica che formasse giovani pronti a essere inseriti nel settore.
Da pochi anni, invece, i corsi di formazione professionale della Provincia, attivati presso il Palazzo del Gusto, hanno iniziato a colmare la lacuna, ma l'apertura di una scuola alberghiera completa decisamente l'offerta e la necessità del settore turistico locale.
Ora manca soltanto un corso che preveda la formazione agraria ed enologica: ma probabilmente bisognerà attendere decenni come è successo appunto per il turismo.

Gabriele Anselmi
dal Corriere dell'Umbria Sabato 27 Settembre 2008

mercoledì 17 settembre 2008

Ancora sul forum del turismo di Orvieto

L'amministrazione comunale accoglie la proposta del "Forum sul turismo". Dopo l'iniziativa lanciata da Marco Sciarra e le varie adesioni del mondo turistico locale, anche l'amministrazione dice sì alla proposta, cercando di unire il forum a un seminario sull'analisi qualitativa del turismo orvietano e sui mutamenti che ha avuto negli ultimi anni.
"Ho accolto personalmente con entusiasmo la proposta venuta da Marco Sciarra - dice l'assessore al turismo del Comune, Giuseppe Maria Della Fina - pensando fin da subito di poterla inserire in un evento che l'amministrazione sta già programmando di organizzare nei prossimi mesi.
Si tratta di un seminario sull'analisi qualitativa del turismo orvietano e sui mutamenti che ha avuto negli ultimi anni, ottenuto grazie all'elaborazioni dei dati raccolti presso l'ufficio Iat di piazza Cahen.
Si tratta di dati che devono essere analizzati in due fasi. Nel primo anno, infatti, si hanno dei risultati che comprendono soltanto i mesi successivi all'apertura del punto informativo e dunque da agosto in poi.
Quest'anno, invece, gli uffici hanno lavorato in un normale arco stagionale e si è potuto acquisire dati che vanno dalla primavera all'autunno.
Sulla base di questi, certamente, si avrà la possibilità di ampliare l'eventuale discussione del forum sul turismo e avere una base solida con la quale affrontare argomenti delicati per il settore."
Dunque, l'amministrazione coglie la possibilità per discutere di turismo e farlo in un contesto dove gli operatori vorranno avere risposte chiare sulle prospettive di un eventuale intervento di riqualificazione.
"Sicuramente - dice l'assessore - è importante discutere delle problematiche turistiche e il forum servirà alla città per affrontare nel dettaglio quelle situazioni che necessitano di confronti.
Certamente, proporre di unire il forum alle giornate di studio non vuole essere un modo per contenere il tutto sotto il cappello dell'amministrazione, anzi si vuole unire il dato ottenuto dall'attività a quello delle esigenze degli operatori e dei cittadini."
Così, la macchina si è messa in moto e probabilmente nelle prossime settimane il forum sul turismo potrebbe iniziare ad avere maggiori concretezze.
In città, e tra gli operatori, la proposta piace, si spera però che l'adesione dell'amministrazione non freni lo spirito dell'iniziativa, col rischio che si tramuti da una necessità spontanea a un qualcosa di controllato.
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 17 Settembre 2008