Vino e mercati internazionali: un mondo da conoscere per rilanciare il settore. Un dibattito profondo e dettagliato sarà quello che sabato mattina, al Palazzo dei Sette, affronteranno i più importanti esperti del settore vitivinicolo nel convegno dal titolo:
"Il mercato del vino: prospettive di sviluppo. Russia e Paesi orientali, i mercati emergenti - La biodinamica in viticoltura"
, organizzato dalla Camera di Commercio di Terni, in collaborazione con la Regione Umbria e il "Consorzio di tutela dei vini di Orvieto."
Appuntamento determinate per approfondire soprattutto le tematiche dell'approccio al mercato dell'est europeo, decisamente in crescita come viene descritto dalle stime economiche.
"Un convegno importante - lo definisce l'enologo Riccardo Cotarella - nel quale si cercherà di approfondire e conoscere l'evoluzione dei mercati internazionali, come quello russo e giapponese.
In più, si esamineranno le prospettive delle tecniche biodinamiche applicate alla viticoltura; aspetto decisamente nuovo ed emergente nelle metodologie di produzione del vino."
Il primo aspetto che si andrà ad affrontare è proprio quello del rapporto con i mercati stranieri.
"Prima di tutto - dice Cotarella - come è nell'intenzione del convegno, il mercato russo e giapponese sono realtà che vanno conosciute e approfondite prima che diventino buone opportunità per i nostri produttori.
Serve conoscerne le tendenze, le necessità, trovare i canali giusti, visitare le zone e capire gli interessi di chi deve acquistare il prodotto.
Potenzialmente, tutte le realtà locali possono diventare oggetto di interesse per il mercato emergente, tutto sta nel modo in cui si riesce a entrare in questo mercato."
Nei fatti, la stessa prospettiva che si era manifestata quando anni fa erano i mercati indiani e arabi ad essere evidenziati come potenziali canali di vendita, ma la mancanza di esperienze e di qualificate strategie di marketing sembra non aver datoallora i risultati che inizialmente si attendevano.
"La crisi mondiale del vino - continua Cotarella - che nei fatti non è determinata né dalla qualità e né dalla produzione, ma esclusivamente da una difficoltà economica generalizzata tanto da far diminuire i consumi di beni considerati "accessori" come può essere il vino, impone, soprattutto per le realtà locali, di avvicinarsi nel modo giusto ai mercati esteri, ottenendone un risultato positivo.
Ovviamente, nell'arco di cinque o sei anni la tendenza potrebbe cambiare, considerando che già in Russia, e specialmente in Cina, si punta anche alla produzione interna del vino."
L'altro aspetto che sarà affrontato nel convegno è quello dell'applicazione delle tecniche di agricoltura biodinamica alla produzione del vino.
L'agricoltura biodinamica è un metodo di coltivazione che comprende sistemi sostenibili per la produzione agricola, in particolare di cibo, che rispettino l'ecosistema terrestre.
"La biodinamica applicata alla produzione del vino è un altro aspetto che va conosciuto bene prima di avviarne la sperimentazione - spiega l'enologo -.
Non è semplicemente tornare a produrre il vino con tecniche naturali, anzi bisogna essere molto più preparati di quanto lo sia chi produce vino normalmente, altrimenti l'esperimento si trasformerebbe in un flop pazzesco.
Importante è scegliere la zona in cui sperimentare la biodinamica, come possono essere le zone collinari dell'Orvietano, e le uve che vengono prodotte.
A livello mondiale è un mercato in forte crescita, soprattutto verso l'America e i paesi anglosassoni".
Gabriele Anselmi
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 25 Settembre 2008



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