Nell'anno del cinquantesimo anniversario della nascita della bossa nova era impensabile rinunciare ad un'occasione irripetibile, unica quanto carica di un irresistibile appeal: la possibilità che si prefigurava davanti agli organizzatori di Umbria Jazz Winter, sedicesima edizione, era quella di poter stabilire tre interi giorni di concerti in esclusiva europea con colui che, proprio cinquant'anni fa, contribuì a creare quella nuova onda musicale che dal Brasile ben presto si estese in tutto il mondo e lo "contagiò" irrimediabilmente di una saudade triste quanto bella.
Tre giorni per poter fruire della musica di questo grande artista, tra i più grandi del secolo scorso, durante i quali Orvieto diventerà mèta ambita degli appassionati di tutta Italia.
Per avere la possibilità di ospitare Joao Gilberto nei giorni immediatamente successivi al capodanno, dal 2 al 4 gennaio del 2009, gli organizzatori di Umbria Jazz hanno messo mani sul tradizionale calendario di Ujw che tradizionalmente si svolgeva nell'arco di tempo compreso tra il 28 dicembre e il 1° gennaio, dunque in cinque giorni.
Per il 2009 e per la particolare occasione presentatasi con la possibilità di ospitare Joao Gilberto nei giorni dal 2 al 4, quest'anno il jazz festival avrà una durata più lunga di un giorno e un calendario diverso: inizierà infatti il 30 dicembre e si prolungherà quindi sino al 4 gennaio.
Ma se da un punto di vista qualitativo e specificamente musicale, la decisione appare ineccepibile, qualche polemica si è sollevata sulla città della Rupe per l'opportunità, in tempi di crisi finanziarie globali, di sostenere maggiori spese (la manifestazione quest'anno è più cara di trecentomila euro per una spesa complessiva di 1,4 milioni di euro) anche in considerazione del fatto che è sempre più difficile coinvolgere sponsor privati in un progetto tanto affascinante quanto costoso quale quello di Umbria Jazz Winter.
Facendo i conti in tasca all'amministrazione comunale di Orvieto, l'impegno economico complessivo richiesto per Umbria Jazz Winter sarà pari a quattrocentomila euro, vale a dire con un aggravio di spesa di 150 mila euro rispetto agli anni precedenti, sempre ammesso che si reperisca l'adesione in extremis di uno sponsor disponibile a stanziare gli altri 150 mila euro necessari per coprire l'intera somma aggiuntiva.
E mentre la caccia allo sponsor si espande a tutto campo (intanto sembra certa anche per quest'anno l'adesione del Consorzio tutela dei vini di Orvieto), la vigilia della sedicesima edizione di Umbria Jazz Winter pare caratterizzarsi per il clima di vivace dibattito che sul jazz festival pare si sia acceso.
Anche se a fare da pompiere sul fuoco del dibattito è sceso in campo il sindaco Mocio, convinto sostenitore della scelta di prolungare il festival anche a fronte
"di un maggiore impegno di spesa."
Il sindaco soprattutto sposta i termini del discorso sulla crisi economico-finanziaria e a fronte di una situazione deprimente rilancia la possibilità di affari per commercianti e albergatori della città che ogni anno si profila con Umbria Jazz Winter:
"Sappiamo quanto è importate Umbria Jazz - ha detto Mocio - per l'economia locale e in un momento di grave crisi, come quella contingente, lo è ancora di più."
Anche sul versante degli sponsor il primo cittadino orvietano ostenta una certa sicumera, certezza di chi in qualche modo ha già preventivato anche l'ipotesi peggiore del non completa e auspicata adesione di tutti soggetti privati.
"Il Comune - assicura Mocio - farà sino in fondo la sua parte e comunque, in ogni caso, il bilancio può sopportare gli eventuali costi aggiuntivi."
Anche la presidente dell'associazione Te.Ma., co-organizzatrice di Umbria Jazz Winter, Pirkko Peltonen concorda con quanto dichiarato dal sindaco, pur contestando il balletto di cifre sulle spese che si ipotizza il Comune debba sostenere:
"Ci sono un paio di cose da precisare - sottolinea Pirkko Peltonen -.
La prima è riferita alle spese da affrontare che ammontano esattamente ad un quinto in più rispetto agli anni passati.
La seconda è che con lo slittamento del calendario del festival si vuole cogliere l'opportunità di offrire agli orvietani l'occasione del coinvolgimento prolungato del pubblico.
Con lo slittamento della chiusura del festival a domenica 4 gennaio ci si avvicina infatti al ponte dell'Epifania stabilito nel 5 e 6 gennaio, fatto che potrebbe prolungare la permanenza di turisti in Orvieto, così come l'inizio ritardato del festival al 30 dicembre potrebbe assicurare una partenza più vigorosa rispetto a quella tradizionale e un po' fiacca del 28 dicembre."
La sfida quindi per Peltonen, come per il sindaco Mocio, è quella di superare la depressione anche attraverso azioni mirate.
Un'ultima nota. L'ultimo rapporto Eurispes pone Umbria Jazz e Umbria JazzWinter tra le prime cento eccellenze d'Italia.
"Ebbene - si domanda la presidente della Te.Ma - come pensare che manifestazioni come queste possano rinunciare a occasioni quali quella di poter ospitare il mito della bossa nova Joao Gilberto in esclusiva europea dopo sole altre due date mondiali, di cui una alla Carnegie Hall di New York e un'altra in Giappone?"
Claudio Bianconi
dal Corriere dell'Umbria Domenica 19 Ottobre 2008



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