Come riportato qui un paio di giorni fa, in Umbria sempre più persone si appassionano al gioco d'azzardo, e fra questi i giovani e giovanissimi sono davvero molto numerosi. Così tanto da destare preoccupazione anche a livello amministrativo e governativo, tanto da creare nuovi centri di ascolto contro la dipendenza dal gioco. Infatti pare che molte famiglie, soprattutto ultimamente, siano cadute nella tela degli usurai per far fronte ai debiti ingenti procurati con le serate spese al tavolo da poker o alle slot machine, spesso anche dai ragazzi.
È sicuramente una problematica molto seria, ma a testimonianza che non tutti escono di testa quando iniziano a giocare, ecco l'esperienza di un giovane ragazzo umbro che ha cambiato la sua vita e quella della sua famiglia grazie al poker.
Si chiama Angelo Buoncristiani ed ha 20 anni e vive a Foligno. Ha conosciuto il poker all'età di 14 anni e da allora si è interessato sempre di più all'argomento, documentandosi su internet e scoprendo passo dopo passo un mondo che poi sarebbe diventato il suo. Così iniziò a partecipare a tornei live nelle varie località umbre, e ad arrivare in cima alle classifiche. Per fare questo dovette convincere la madre che non si trattava di gioco d'azzardo, ma di giochi di poker sportivo, in modo da farsi firmare i permessi, essendo ancora minorenne.
Pian piano, crescendo, Angelo ha messo in pratica la sua abilità anche al di fuori della sua regione e i soldi ricavati dalle vincite li ha usati per rendersi indipendente e soprattutto per aiutare economicamente la sua famiglia.
Questo è un esempio che decisamente fa riflettere sul fatto che, nella giusta misura e con la giusta coscienza, anche il gioco può e deve essere una risorsa, una passione non necessariamente deleteria, ma anzi, persino positiva. Tutto sta a chi e come se ne serve.


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