Carne chianina falsa nell'Orvietano?

Sono una decina gli allevatori dell'Orvietano e dell'Alto Lazio accusati di aver falsificato i certificati di nascita dei propri "comuni" bovini per farli diventare pregiate chianine.
Dopo un anno di "gestazione", nelle scorse settimane si è aperto il processo che tenterà di fare luce sulla falsificazione della pregiata carne chianina, che in realtà non proveniva dall'animale in questione, ma da normali mucche di allevamento che al momento della nascita venivano registrate come chianine.
A scoprire la truffa furono inizialmente gli uomini del Nucleo antisofisticazione regionale dei carabinieri, che oltre un anno fa effettuarono dei controlli all'interno del mattatoio comunale orvietano.
Un'indagine, che in quel caso coinvolse anche il settore della commercializzazione. La carne arrivava al macello e poi commercializzata come "chianina" anche tramite i canali della grande distribuzione nazionale.
In realtà, non si trattava della pregiata carne bovina, ma gli allevatori incriminati avevano allevato dei vitelli nati tra un animale di razza chianina e uno di razza meticcia.
a incastrare gli allevatori e poi i commercianti che distribuivano le carni furono, appunto, i certificati degli animali che all'origine segnalavano la contaminazione della razza.
Sulla scorta di questi elementi la procura orvietana effettuò molti altri controlli negli allevamenti della zona, scoprendo all'interno delle stalle diversi animali con certificati falsi.
a sfilare in tribunale sono ora, infatti, gli allevatori coinvolti nella seconda fase dell'indagine e che dovranno tornare in aula il 20 gennaio del prossimo anno.
Tutti gli imputati dovranno rispondere dell'accusa di "falso".

Gabriele Anselmi
Sabato 8 Novembre 2008



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