Da lassù Vinicio ha sorriso, quando la freccia scagliata da Alessandro Casucci ha trafitto la testa del toro. Il palio al Casalino, il palio a Vinicio Macchioni, anima e cuore del terziere, organizzatore infaticabile e curatore del corteo, scomparso mesi fa ancora quarantenne. É tutto per lui il vessillo conquistato a suon di frecce dagli arcieri del Casalino. Sono per lui i cori e le lacrime dei popolani. Qualcuno alza il dito al cielo e dice grazie. L'urlo liberatorio giunge così, prima che il maestro di campo Paolo Taddei comunichi alle migliaia di presenti i punteggi della terza manche.
"Borgo Dentro 45, Castello 45, Casalino 39"
, che sommati ai punti ottenuti nelle due precedenti manche assegnano il palio al terziere Casalino per 123 punti contro i 114 di terziere Borgo Dentro e Castello. I maremmani riportano a casa l'arazzo più prezioso, quello che fa soffrire di dolore, quello che fa gioire per un anno intero. Quello che divide i terzieri, quello che unisce i pievesi, felici per il buon esito delle manifestazioni concluse dopo dieci giorni di spettacoli, rassegne, rievocazioni rinascimentali. Ieri, nella giornata clou del "Palio dei Terzieri", dopo un lungo corteo che ha visto sfilare settecento figuranti in abiti rinascimentali ispirati alle opere pittoriche del Perugino, l'attesa s'è tramutata in tensione. Al campo de li giochi, così è chiamato il campo di Santa Lucia, i tre terzieri hanno svelato i nomi dei loro arcieri. Luca Bronco, Alessandro Cini e Alessandro Maccabruno per il Castello; Nicola Capoccia, Roberto Chionne e Alessandro Casucci per il Casalino; Gabriele Seghetta, Michele Pulito e Roberto Massarelli per il Borgo Dentro, detentore del palio. Momenti di suspense nelle fasi iniziali della caccia del toro, una gara di abilità di tiro con l'arco in cui gli arcieri indirizzano i loro dardi verso sagome mobili di forma taurina. Qualche inconveniente tecnico ha costretto un figurante a spingere la pedana mobile girevole ad inizio di ogni manche, ma quasi nessuno se ne è accorto e la chiarina ha dato il segnale per l'inizio "de li giochi". Bronco tira fuori la prima freccia, il Castello si dispera, ma poi recupera e sorpassa il Borgo Dentro che sbaglia con Seghetta. En plein del Casalino con Capoccia, tre frecce tre teste (la parte della sagoma cui corrisponde il maggior punteggio). Alla seconda manche la folla si scalda, ci si decide molto, forse tutto. Il Borgo ottiene il massimo con Pulito, il Casalino prende un collo e perde sei punti, ma prende il largo con punteggio totale che distanzia di quindici misure le altre due contendenti. La terza ed ultima manche vede Borgo Dentro e Castello decisi a non lasciare nulla d'intentato. Fanno il pieno di punti, ma Casucci è bravo ad amministrare e con due teste ed un collo consegna ai maremmani la dodicesima vittoria della loro storia. Si versano le lacrime, partono gli applausi, si corre e si balla, fino a tarda notte. Al "Barbacane" è festa vera, di quelle che si ricordano.


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