Bilancio Umbria Jazz Winter 2010

Ultimo giorno di Umbria Jazz Winter: i primi bilanci del momento più atteso dell'anno. Si concluderà oggi la kermesse musicale diventata l'appuntamento più atteso dalla città, e già si iniziano a tracciare i primi rendiconti dei cinque giorni all'insegna del jazz. Anche se in maniera provvisoria, chi ormai di edizioni di Ujw ne ha viste diverse, non può che notare un calo di presenze rispetto anche allo scorso anno. Non si parla solo di afflussi perché, a proposito di note, quella dolente cade soprattutto sugli incassi. Insomma, il registro dei corrispettivi, a detta dei commercianti, non lascia spazio a dubbi con il segno meno. A parlare di un decremento di presenze, che ormai sembra apparire in maniera gradualmente costante con il passare degli anni, sono gli addetti alla ristorazione o comunque alla somministrazione di cibo bevande, come pizzerie e bar. Quella che si può definire più come una sensazione diffusa proveniente dal mondo del commercio, è confermata dal presidente del comitato ristoratori Confcommercio Orvieto, Alfredo Branca.
"Le presenze sono in calo rispetto allo scorso anno - dice Branca - ma questa è una tendenza che si riscontra ormai nelle ultime edizioni. Quello che si è sentito mancare, è più che altro l'armonia del jazz."
Non c'è più l'atmosfera "di una volta", sembrerebbe dire il presidente del comitato ristoratori, visto che di jazz nella città, se ne è respirato poco.
"La scelta di tenere gli artisti all'interno dei soli momenti della kermesse, fa mancare quell'armonia che riusciva a creare il jazz, negli anni passati - continua Branca -. La gente non riesce più a vedere Umbria Jazz, perché gli artisti non vanno in giro per la strada."
La scelta di riportare il jazz ad una dimensione di nicchia, dandosi un appeal che potesse attirare l'amante del genere musicale, non ha trovato la condivisione di tutti. Anche il maltempo e la crisi economica hanno avuto un ruolo determinante per l'eco della manifestazione sulla città, e questo invece, sembra essere un dato partecipato da tutti. Diverse sono state infatti, le prenotazioni disdette e imputabile al brutto tempo che ha accompagnato le festività di tutta la penisola. Sembra differente invece, la sensazione che ha avuto l'assessore al Turismo del comune di Orvieto, visto che le aspettative di Marco Sciarra, preparavano un "cielo più buio" di quello che c'è stato.
" Sono sorpreso che nonostante il maltempo le presenze ci sono state. Quest'anno la manifestazione, ha optato per una scelta che ha avuto un tiro di nicchia, dove è stato evitato il richiamo per la massa. Diciamo che è stato offerto un appeal diverso. Se la manifestazione diventa di massa si dequalifica - commenta l'assessore Sciarra - è giusto che vengano gli appassionati di jazz, ma ciò non toglie che non si possano pensare delle alternative. Orvieto a capodanno può anche non essere solo jazz. C'è da coltivare e crescere, naturalmente ci si aggiusta strada facendo. È giusto che chi cerchi il jazz lo trovi, ma lo è altrettanto dare una risposta a chi cerca qualcos'altro. Dobbiamo insistere sulla strada della concertazione con dei soggetti imprenditoriali che siano protagonisti senza stare ad attendere alla finestra".



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