Adesso per tamponare il bilancio l'unica soluzione sembra essere quella delle alienazioni. Il sindaco Concina però temporeggia per evitare di vendere altri "gioielli di famiglia", aspettando gli aiuti degli "amici" al governo, e per prendere visione della situazione generale.
Serve ancora tempo, alla giunta Concina per venire a capo di tutte le carte riguardanti il bilancio, tant'è che nella terza commissione consiliare riunitasi ieri nel tardo pomeriggio, sono pochi gli elementi di novità.
Nessun percorso per uscire fuori, o perlomeno risolvere la drammatica situazione finanziaria del comune di Orvieto, viene delineato nella commissione consiliare permanente relativa a
"Bilancio, tributi, servizi alle persone e servizi alle imprese"
che appunto si occupa di vagliare le iniziative riguardanti gli indirizzi per il bilancio.
Era presente il sindaco Antonio Concina, il presidente della commissione Marco Moscetti (Pd), i membri Evasio Gialletti (Sl), Carlo Tonelli (Pdci), Gianluca Luciani (Pdl).
Angelo Ranchino (Ol), Piergiorgiorgio Pizzo (Udc). Assente per malattia, l'assessore al bilancio Maurizio Romiti. Mancano ancora i dati definitivi che permetterebbero di fare un punto certo della situazione, e che avrebbero rimandato la discussione alla prossima riunione della commissione.
Intanto il dirigente di settore Alvaro Rosati, ha presentato un parere riguardante la soluzione momentanea per ripianare il buco di bilancio.
Adesso a quanto suggerito dalla legge, l'unica soluzione perseguibile per il risanamento del bilancio, sarebbe quella delle alienazioni: mettere quindi in vendita una parte, circa 5 milioni di euro degli immobili di proprietà del comune (solo quel che resta della Caserma Piave varrebbe 20 milioni di euro), in continuità con quanto adottato dall'amministrazione Mocio.
La giunta Concina starebbe quindi monitorando, assessorato per assessorato i resoconti di spesa per poi giungere alla soluzione finale.
Anche sulla questione della finanza derivata sta indagando la nuova amministrazione che sta ancora attendendo gli appunti dagli uffici, a cui sono state richieste anche le proiezioni fino alla fine dell'anno, per definire le operazioni di riequilibrio.
A questo proposito pare quindi ormai consolidata l'idea di aprire un contenzioso sui derivati proprio con Rbs, la banca con cui l'amministrazione Mocio contrasse un contratto a fine 2007, una possibilità di cui era stata portavoce Orvieto Libera ed Udc.
"Ancora non si hanno tutti gli elementi per fornire una soluzione - dice Angelo Ranchino, presidente di Orvieto Libera, sul bilancio - poichè evidentemente vogliamo che sia fatto tutto nella piena regolarità.
Per quanto riguarda i derivati - continua - nell'ultima assemblea di Orvieto Libera abbiamo rinnovato la volontà e la decisione di aprire un contenzioso sui derivati ed in particolare con Rbs per poi ricercare le responsabilità dell'operazione, naturalmente anche nella banca.
Si sono poi evidenziati ulteriori aspetti a proposito, che renderemo noti".



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