Jacqueries, ribellismi, proteste, annunci di azioni più o meno clamorose: mai come quest'anno polemiche e ansie hanno fatto da preludio all'avvio del festival invernale del jazz sulla Rupe di Orvieto, l'ormai tradizionale appuntamento che si svolge nella città del Duomo a cavallo con gli ultimi giorni del vecchio anno e i primi del nuovo.
Sono stati principalmente tre i motivi di discussione che hanno animato il dibattito preliminare alla manifestazione: il primo era inerente all'opportunità o meno di prolungare, in tempi di crisi economica-finanziaria, di un giorno la durata del festival che quest'anno si prolungherà per sei giorni, dal 30 dicembre al 4 gennaio; il secondo era relativo all'abbandono del Consorzio tutela vini orvietani quale sponsor, "scoraggiato" dal fatto che Ujw abbia accettato le offerte di un Consorzio trentino (Trento Doc) ritenuto "antagonista" e che promuove vini e spumanti di alta fascia; il terzo è stato quello dell'abbandono di Aria - fornitore di internet veloce via etere - per motivi legati proprio alla crisi economica.
Tutti fattori che comunque non hanno scoraggiato la ferrea volontà del sindaco Mocio di andare avanti nella strada tracciata e nel perseguimento degli obiettivi in precedenza prefissati, che sono quelli di un'incidenza diretta sull'economia cittadina attraverso un maggior flusso turistico legato anche al fatto che quest'anno con Ujw esistono i presupporti per legare la permanenza ad Orvieto anche per il primo weekend di gennaio.
Intanto da un punto di vista squisitamente musicale, oltre a Joao Gilberto, protagonista assoluto nei tre giorni di permanenza ad Orvieto (2-3-4 gennaio), la città della Rupe è anche pronta ad accogliere con curiosità gli altri protagonisti della sedicesima edizione di Umbria Jazz Winter.
Per rimanere in tema di Brasile, intanto, Duduka Da Fonseca con un progetto di samba-jazz con Helio Aves al piano, Anat Cohen al sax, Guilherme Monteiro all chitarra, Leonardo Cioglia al basso, la voce di Maucha Adnet e la tromba dell'ospite speciale Claudio Roditi.
Ma al di là del Brasile, c'è ancora Sudamerica, e precisamnete Argentina con il pianista Ernesto Jodos e tanta Italia con Stefano Bollani ancora una volta partner interscambiabile di varie formazioni: a cominciar da quella con Martial Solal, per passare a quella sempre in duo con Enrico Rava e quindi a quella con Antonello Salis.
Torna instancabile e ispirato il pianismo di Renato Sellani in trio con il sassofonista Gianni Basso e parentesi al di là di generi e stili è quella con il pianista Enrico Pieranunzi.
I Clayton, padre figlio, non saranno invece presenti: il loro forfait per non meglio specificati problemi cause di forza maggiore è stato annunciato da Pagnotta.
Una sezione particolare merita poi il lavoro ispirato da Massimo Achilli per la rassegna Venti ascensionali che integra arti visive e musica a cura di Danilo Rea con l'art-rock di Maurizio Martusciello (Martum-X).
Da segnalare inoltre la pianista di formazione classica Cristiana Pegoraro, il chitarrista originario del Benin Lionel Loueke, chitarrista di Herbie Hancock, il ritorno del vibrafonista Joe Locke con la ritmica di Sonny Rollins, Bob Cranshaw al basso e Mickey Roker alla batteria, ma soprattutto il nuovo progetto di Roberto Gatto "The Music Next Door" che lo vede schierato a fianco del meglio del jazz italiano: Paolo Fresu, Stefano Bollani, Daniele Tittarelli e Rosario Bonaccorso.
Il gospel, coro di Harlem (The Harlem Jubilee Singers) diretto da Gregory Hopkins interpreterà i Duke Ellington's Sacred Concerts, un'opera divisa in tre partiture a cui Ellington dedicò buona parte delle sue ultime energie da compositore tra il 1965 e il 1973: una vera e propria summa del suo lavoro che combina jazz, musica classica, spiritual, blues e dance.
Tornano in street parade i Funk Off e torna anche la poetessa a cantante k. J. Denhert. Chip Wilson è di nuovo ad Orvieto, mentre faranno il loro debutto dopo il successo ottenuto a Perugia in estate Allan Harris e il tedesco Jo Bohnsack.
Esordio invece per il pianista texano Ezra Charles e per l'eclettica formazione italiana Rimbamband
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria



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