Quattro appuntamenti in tre giorni. Inizia venerdì prossimo alle ore 18 al Caffè Montanucci, la nuova maratona degli altri mondi di Venti Ascensionali e sarà veramente un viaggio tra altri mondi e mondi altri.
Dalla magia di Marquez, con la seconda lettura dal vivo fatta da Daniele Barcaroli del capitolo 15 dei "Cent'anni di solitudine", ("Di quando Josè Arcadio Secondo viaggiò su un treno interminabile e silenzioso carico di morti uomini, morti donne, morti bambini, destinati ad essere buttati a mare come le banane di scarto."), il capolavoro dello scrittore colombiano con cui i lettori portatili hanno quest'anno intrapreso l'avventura della lettura integrale, trasmessa ogni giorno alle ore 20, per trenta minuti su Radiorvietoweb, si passerà sempre venerdì, ma alle ore 21 alla Sala del Carmine, al quarto spettacolo di Migrazioni, una denuncia della compagnia italo argentina Alma Rosè
"Gente come uno. Argentina, c'era una volta un paese ricco e ora non c'è più."
Un grido di rabbia. Rabbia nel vedere un Paese ricco ritrovarsi oggi privato di tutto. Rabbia nel vedere la gente piegata, senza lavoro, senza casa, senza copertura medica. Rabbia di vivere nella paura del futuro. E adesso chiedersi come si è arrivati fin qui. Scoprirsi persone che hanno sempre chiuso gli occhi, persone distratte, abituate a vivere dentro un benessere apparente.
Ma adesso in Argentina si muore di fame. Impossibile allora restare ancora chiusi nelle proprie case. Lo sguardo si apre: gli invisibili diventano visibili e la gente si mescola. Tante domande, tante paure, una necessità, quella di non distrarsi mai più, quella di non girarsi mai più dall'altra parte.
Vigili, presenti, non solo gli argentini ma tutti noi, per evitare che anche altri luoghi di questo nostro difficile presente possano diventare anche loro a "rischio Argentina".
Il tutto raccontato dalla voce e le molte trasformazioni dell'attore argentino Manuel Ferreira. Il sabato invece sarà dedicato al mondo dei sogni, una conversazione con Alessandro Saudino, alchimista, farmacista e naturopata che dalle ore 17, sempre alla Sala del Carmine, ci accompagnerà in un percorso da "sogno".
"Per sognare bisogna essere svegli"
Percorso formativo sul sognare. Controllare il sognare, essere padroni e cittadini di varie dimensioni ed avere la possibilità di muoversi dentro i vari mondi corrisponde alla possibilità di controllare la propria realtà, essendone padroni.
Ottimizzare ed espandere le nostre facoltà psichiche è semplificare il rapporto che c'è tra ciò con cui viviamo e ciò con cui ci farebbe piacere avere a che fare.
Orientare, la nostra crescita ed evoluzione verso un perfezionamento delle nostre attitudini, del nostro approccio alla vita stessa.
La realtà nutre il sogno e il sogno nutre la realtà, così la vita può essere il nostro sogno realizzato.
La domenica invece sarà all'insegna della trasgressione con una voce fuori dal coro, uno scrittore contro, definito il Bukowski colombiano e il "Capote" del Caribe; Efraim Medina Reyes, nato nel 1964 a Cartagena.
Trasgressivo, ribelle, graffiante, ironico ci riporta un'immagine radicalmente nuova della tradizione letteraria sudamericana: nessuna concessione all'esotismo pittoresco, al folklore o all'incanto rurale.
Costituisce una sonora e feroce ironia del realismo magico con uno stile narrativo che sfida i confini della tradizione e delle regole.
I suoi romanzi costituiscono l'opera rock su una generazione che non si lascia etichettare. Nel 1988 ha esordito con Seis informes e nel 1995 ha vinto il Premio nazionale per il racconto con la raccolta Cinema Arbol y otros cuentos.
Ha diretto un film Esercizio dell'anima e scrive per il teatro. Ribelle e senza peli sulla lingua, ha scatenato molte polemiche quando ha sparato a zero sui "grandi" scrittori latino-americani, Marquez compreso, tra le sue pubblicazioni ricordiamo:
"C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo"
(Musica dei Sex Pistols e dei Nirvana),
"La sessualità della Pantera rosa"
"Tecniche di masturbazione fra Batman e Robin"
tutti editi da Feltrinelli.
É oggi tra i rappresentanti più originali della letteratura latino-americana.
dal Corriere dell'Umbria Venerdì 14 Novembre 2008



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